Pugno duro dei sindacati, trasportatori e corrieri incrociano le braccia per 48 ore

La decisione è maturata dopo la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto due anni fa. Previsto un presidio al porto di Venezia

Autotrasporti, logistica e spedizioni fermi per due giorni a ridosso del primo di Novembre, giorno di festa. Si tratterà di uno sciopero duro quello proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti per il 30 e 31 ottobre, che vedrà nel Veneto presidi al porto di Venezia, all'interporto di Padova e in quello di Verona. Una manifestazione di protesta che paralizzerà tutto il sistema di spedizione  nel Veneziano, su piccola e larga scala.

I motivi della protesta

Tutto nasce dal contratto nazionale di lavoro scaduto da due anni e dalla rottura delle trattative tra le parti nelle scorse settimane. "Le associazioni dei padroni continuano a litigare tra di loro, - commentano i sindacati - ma vanno d’accordo sull’obiettivo di non voler rinnovare il contratto". Le richieste vertono su regole e diritti per i lavoratori che siano al passo con i grandi cambiamenti del lavoro che ci sono stati saranno nei prossimi anni. I sindacati pretendono salari aumentati e valori della trasferta per gli autisti, nonché la cessazione dello "sfruttamento dei lavoratori degli appalti della logistica nei magazzini". 

"Più protezione e salari più alti"

"Servono più protezione sociale, più legalità, più diritti, più certezza del salario e degli orari di lavoro - tuonano i sindacati - Le Associazioni datoriali pretendono più precarietà, e libertà di licenziamento, il Job Act, il lavoro a chiamata, ridurre il valore della trasferta, vogliono toglierci la responsabilità solidale nei cambi di appalti, vogliono più orario di lavoro, vogliono rompere il contratto nazionale in miserevoli contrattini di settore, non vogliono darci aumenti salariali".

"Contro lo sfruttamento"

"Conquistiamo assieme diritti e dignità ai tantissimi lavoratori drivers oggi sfruttati nell’e-commerce dai grandi corrieri internazionali e dalle troppe cooperative e piccole imprese che arricchiscono i committenti - proseguono - Conquistiamo assieme diritti e dignità ai tantissimi lavoratori nei magazzini logistici sfruttati da cooperative con troppi appalti e subappalti con l’unico scopo di sfruttare i lavoratori, soprattutto migranti. Chiediamo un rinnovo del contratto nazionale che avanzi nei diritti nella dignità, nella legalità di tutti i lavoratori dei trasporti".

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