Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Santa Croce / Piazzale Roma

Guerra a Venezia: scontri polizia - no global al Calatrava, molti feriti

Vicedirigente della Digos colpito da una pietra. Un altro con petardo alla gamba. Piazzale Roma spettrale, fuggi fuggi generale. Un arrestato

AGGIORNAMENTO: Il bilancio è di un arrestato e di un denunciato dopo gli scontri di sabato pomeriggio in piazzale Roma a Venezia. Un giovane appartenente all'area antagonista di 27 anni (C.L.) è finito in manette dopo essere stato portato in questura dagli agenti delle Volanti. Deve rispondere di resistenza a pubblico ufficiale e di lesioni in concorso. Il giovane, di nazionalità ceca, sarebbe stato visto lanciare una bomba carta in direzione delle forze dell'ordine. Per lui domenica la direttissima. Un altro giovane è stato denunciato dalla Digos e poi rimesso in libertà.

I DETTAGLI - Guerra alle porte di Venezia. Fumogeni, feriti. Come in battaglia. Perché è stata una battaglia. Peggio non poteva andare la giornata dei cortei tra Mestre e Venezia. E' successo tutto pochi minuti prima delle 14. Il corteo dei no global vuole fermare quello di Forza Nuova. Gli attivisti di estrema destra dovranno scendere un'ora più tardi da un treno proveniente da Milano. A bordo manifestanti di tutta la provincia. Treviso, Padova. Saranno circa un centinaio. Ma è prima la battaglia. Scontri duri. Gravi. Tra i centri sociali e le forze dell'ordine. La polizia posiziona un cordone di sicurezza sul ponte di Calatrava. Di lì non si passa.

Sono le 13.30. E si respira già una atmosfera cupa. Che anticipa quello che di lì a poco sarebbe avvenuto. Arrivano gli attivisti dei centri sociali. Alcuni giovani, altri meno. Sono diverse decine. Questo sbarramento naturalmente complica i piani. Perché loro vogliono raggiungere il piazzale antistante la stazione di Venezia Santa Lucia. Vogliono fermare i rivali di Forza Nuova. A un certo punto lanciano delle transenne dal cantiere del tram. Un bidone. Prendono anche dei sampietrini. Dei detriti. Pietre. Poi la carica delle forze dell'ordine. Un paio. Di alleggerimento. Gli agenti fanno da cerniera. Resistono. Ma su di loro arriva di tutto. Il vicedirigente della Digos viene colpito di rimbalzo da una pietra. Rischia. Se la caverà con quattro punti di sutura e otto giorni di malattia. Un altro agente viene colpito da un petardo alla gambe. Cade a terra. Tutto in pochi istanti. Un terzo ha riportato delle ferite alla mano. Sarebbero una quindicina coloro che si sono rivolti a cure mediche (problemi ai timpani e agli arti soprattutto). Arriva quindi la risposta anche da polizia e carabinieri. Ed è veemente. In questi casi non c'è verità. La si è persa nella nebbia dei lacrimogeni sparati dalle forze delll'ordine.

GLI AGGIORNAMENTI TWITTER

Fuggi fuggi generale della gente che suo malgrado si trovava a piazzale Roma durante gli scontri. Tutti gli autobus vengono deviati verso il Tronchetto. E  chi deve raggiungere Venezia deve armarsi di santa pazienza. Intanto le cariche finiscono. In aria c'è l'odore acre dei lacrimogeni. A terra i segni della battaglia. I manifestanti (che accusano le forze dell'ordine di "avere sparato addosso una pioggia di lacrimogeni ad altezza d'uomo. Alcuni di noi hanno ustioni allo stomaco e alla pancia. Sette i feriti"). Il blocco viene aggirato. I giovani dei centri sociali arrivano dalla parte opposta del Canal Grande. Vengono bloccati da un nuovo cordone di forze dell'ordine. Scaramucce anche lì. Le ennesime.

Scontri tra polizia e no global a Venezia LE FOTO (GlobalProject)

Poi gli attivisti dei centri sociali hanno deciso di spostarsi in attesa degli eventi in campo Santa Margherita. Promettendo di "tornare a casa tutti insieme". Perché alcuni di loro sono stati portati in questura. In stato di fermo. Alla fine sarà un 27enne di nazionalità ceca a finire in manette con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni in concorso. Un altro giovane è stato denunciato.

GLI AGGIORNAMENTI DAI MANIFESTANTI

Nel frattempo l'attenzione si è spostata verso la stazione. Perché di lì a poco (verso le 15) sarebbero scesi i manifestanti di Forza Nuova. La maggior parte scende dal binario 8. Ma ce ne sono altri che arrivano da un altro treno. Bandiere del partito e tricolore in alto. Si abbracciano non appena sono tutti insieme. Iniziano a cantare l'inno. A sottolineare a gran voce che sono loro "l'orgoglio d'Italia". Le forze dell'ordine convogliano i manifestanti fino all'uscita. Loro marciano piano. Non vogliono dare l'idea di essere lì per non lasciare il segno.

Non appena escono nel piazzale antistante un piccolo gruppo di contestatori viene cinturato dalla polizia. Volano insulti indicibili. C'è odio. Gestacci, tentativi di qualche esagitato di rompere le righe e affrontare i rivali. Poi tutti vengono caricati su un vaporetto Actv alla volta del Tronchetto. Dove ha avuto luogo il presidio che ha portato la guerra a Venezia. La guerra vera.

IL VIDEO DEGLI SCONTRI (GLOBALPROJECT)

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