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Gli screening contro il tumore entrano in carcere: controlli gratuiti ai detenuti di Venezia

Iniziativa dell'Ulss 12 insieme a LILT per le donne e gli uomini destinatari di pene detentive. Il progetto è partito in dicembre e prevede tre appuntamenti in tutto

Per detenute e detenuti gli screening contro il tumore entrano in carcere: è stato avviato in questi giorni il progetto dell’Ulss 12 Veneziana, con il sostegno della lega contro i tumori e del collegio interprovinciale delle ostetriche, che sottopone agli “screening” (controlli gratuiti e programmati) anche le persone che sono in regime di detenzione.

Il progetto è partito il 22 dicembre con le detenute del carcere della Giudecca: hanno ricevuto la visita del personale sanitario e sono state sottoposte all’esame PapTest/HPV per la prevenzione del carcinoma del collo dell’utero. Un controllo previsto per le donne tra i 25 e i 64 anni. Sono una sessantina le detenute che si sono sottoposte all’esame, in tre sessioni. La prima appena svolta, le altre in programma a gennaio.

Si proseguirà con il secondo ‘screening’, quello per la prevenzione del tumore del colon-retto, che riguarderà la popolazione tra i 50 e i 69 anni non solo femminile, ma anche maschile nel carcere di Santa Maria Maggiore. Il terzo, quello mammografico, vedrà le detenute del carcere femminile sottoporsi ai controlli, a partire dal mese di gennaio, nella sede distrettuale dell’ex Giustinian a Venezia: una quarantina le detenute che effettueranno questo controllo per la prevenzione del tumore al seno, previsto per le donne di età compresa tra i 50 e i 74 anni.

Ha spiegato il direttore Generale Giuseppe Dal Ben: "L'Ulss 12 è impegnata a garantire anche a detenute e detenuti gli stessi controlli che vengono offerti alla popolazione sul territorio. E’ un segno di attenzione verso chi è limitato nella propria libertà, ma non per questo può essere considerato, dal punto di vista della salute, come un cittadino ‘minore’. L’iniziativa sarà anche di esempio per tutti i cittadini, che già possono sottoporsi a questi esami, garantiti e gratuiti, e che magari si sottraggono rinunciando così ad un importante appuntamento con la salute. Ricordiamolo: gli ‘screening’ possono salvare la vita”.

L’ampio e complesso programma di ‘screening’ in carcere è realizzato dal Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 12 con la collaborazione della Lega per la Lotta ai Tumori (LILT) di Venezia: “Sosteniamo questa iniziativa – spiega la Presidente, Mariagrazia Cevolani – offrendo la presenza di una giovane ostetrica che affiancherà in carcere il lavoro del personale messo in campo dall’Ulss 12. Allo stesso modo, la nostra Associazione ha sostenuto la presenza in carcere di un senologo per la prevenzione senologica pensata per donne che non avrebbero altrimenti la possibilità di sottoporsi a una visita: quest'anno le visite sono già state effettuate il 16 dicembre sempre dal dottor Luciano Griggio. Azienda sanitaria e Lilt sono quindi un’altra volta al lavoro insieme per rendere concreta ed efficace la prevenzione del tumore, anche tra detenuti e detenute”.

Ha guidato gli interventi del primo ‘screening’, nel carcere della Giudecca, Barbara Guarinoni, ostetrica dell’Ulss 12 e presidente del collegio interprovinciale delle ostetriche, che in questo modo testimonia l’impegno personale e del collegio nella prevenzione a tutti i livelli. Fondamentale la collaborazione della Direzione carceraria, che ha voluto e sostenuto l’attivazione di questo programma, e del dottor Vincenzo De Nardo, il titolare della sanità carceraria dell’Ulss 12, con i suoi infermieri.

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