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"Scritte degli anarchici? Danno da 100mila euro, dopo l'8 marzo saranno di più" VD

Il sindaco Luigi Brugnaro: "Vogliamo sapere chi è stato, e pagherà. Sono 272 le scritte censite". Sul Rivolta: "Se vogliono continuare a fare concerti si adeguino alla legge"

Si avvicina l'8 marzo, che quest'anno a Venezia vuol dire sia Festa della Donna, sia summit tra Italia e Francia, alla presenza del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del presidente francese, Francois Hollande. Non ci saranno solo loro in laguna, però. Ci sarà anche un nutrito numero di contestatori che supereranno l'ambito locale. A Venezia si è data appuntamento tutta la galassia NoTav, con le inevitabili preoccupazioni che ciò comporta.

I manifestanti li aspetta al varco anche il Comune di Venezia, dopo che alcune settimane fa gli anarchici hanno "ferito" il centro storico con centinaia di scritte contro banche e poteri forti: "Sono 272 - ha dichiarato il sindaco, Luigi Brugnaro - si tratta di un danno che oscilla tra gli 80mila e i 100mila euro. Di questi tempi sono una cifra che disturba. Vogliamo sapere chi è stato, vogliamo nomi e cognomi. Devono pagare". La preoccupazione è che danni simili possano replicarsi tra dieci giorni: "Abbiamo aspettato a  rimuovere lo scempio - ha affermato il primo cittadino - vogliamo vedere cosa accade l'8 marzo e soprattutto vogliamo sapere nome e cognome di chi ha scritto, che paghi". Frasi che suonano anche come un appello ai manifestanti: rispettare la fragilità di Venezia, che ha già le sue gatte da pelare di per sé.

Non si spegne intanto l'eco della polemica del centro sociale Rivolta, dopo il concerto dei Subsonica: "Noi siamo ben contenti che organizzi concerti, ne ha pieno diritto - attacca Brugnaro - Però i locali devono essere autorizzati dal Comune e devono essere a norma. Quando si fanno gli spettacoli bisogna chiedere la licenza, quando si prevede un certo pubblico. Serve per far sì che si controlli che ci sia la sicurezza per tutti. Noi su questo faremo un esposto. L'idea è stessi diritti e doveri per tutti. C'è chi la vuole mettere in cagnara - conclude - ma è solo prepotenza. Prima si rispettano le leggi, poi nel caso si cambiano".

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