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#ciapaipaebae: dopo il pene gigante, fa "capolino" La Prigione ai Giardini della Biennale

L'opera, scolpita nella pietra e lasciata volutamente incompleta, rappresenta l'incapacità di sbrigliarsi dall'epidemia sanitaria in corso

Si era fatto conoscere per un pene in marmo gigante, alto circa un metro e pesante 200 chili, comparso davanti a San Marco per la prima volta il 18 maggio 2020. L'artista che su Instagram si fa conoscere come Ciapaipaebae, a distanza di 10 mesi ha colpito ancora, questa volta con un'altra opera, posizionata ieri, nel giorno in cui ricorrevano i 1600 anni di Venezia, presso i Giardini della Biennale.

È intitolata "La Prigione", un'opera volutamente incompleta e scolpita nella nuda pietra, che rappresenta un volto imbavagliato. Il significato è evidente, e rimanda all'incapacità di uscire dall'epidemia sanitaria in corso. I cavi d'acciaio e la mascherina che opprime il volto sono gli elementi che impediscono la libertà, esprimendo allo stesso tempo la ricerca di una boccata d'aria, rinchiusa in un respiro profondo.

La Prigione 3-3

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