Un po' scuola, un po' centro estivo: l'idea della Regione per le paritarie

L'amministrazione sta studiando delle soluzioni che permettano ai genitori di tornare a lavorare potendo lasciare i figli in strutture qualificate anche in estate

Il presidente Zaia oggi in conferenza a Marghera

Un piano per le riaperture che non dimentichi i genitori che torneranno al lavoro e avranno bisogno, di conseguenza, di strutture a cui affidare i figli. Questo il tema principale del punto stampa del presidente del Veneto Luca Zaia di oggi, come di consueto dalla sede della protezione civile di Marghera. «In Veneto tra decreti e deroghe - ha spiegato - il 40% delle aziende ha aperto. Dobbiamo pensare ai genitori che torneranno al lavoro e non sanno dove lasciare i bambini. Stiamo pensando a un modello che riguardi le scuole paritarie, quelle che nella fascia 0-6 anni in Veneto servono 90mila bambini. Sulla scuola pubblica e quella dell'obbligo purtroppo non abbiamo competenza. - aggiunge - L'idea è che queste strutture abbiano un ruolo non solo strettamente educativo al modo delle lezioni tradizionali, ma diventino degli spazi fruibili anche durante l'estate, ad esempio anche all'esterno». Servono finanziamenti e non si esclude di vagliare un eventuale modello anche basato sull'Isee delle famiglie. Una sorta di ponte, quindi, tra educazione in senso stretto e centri estivi.

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«Veneto pronto per ripartire»

Il concetto è sempre lo stesso, Zaia lo ribadisce da alcuni giorni: «Noi siamo pronti alla riapertura, purché in sicurezza. - spiega - Non abbiamo potestà giuridica sulle imprese, se potessi fare ordinanze in merito sarebbero già aperte con le dovute protezioni. Abbiamo già depositato un piano specifico condiviso con le parti sociali. Vediamo cosa proporrà Roma. Il blocco tra regioni? Visto che poi saranno necessarie centinaia di deroghe per gli spostamenti interregionali, ha poco senso».

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