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Cronaca

Scuole sporche, la "task force" del prefetto contestata dai genitori

"Incontri in presidenza e controlli superficiali", queste le accuse delle famiglie degli studenti. L'assessore D'Anna propone la sua soluzione

La guerra per le pulizie delle scuole sarà anche uscita dalle prime pagine dei giornali, ma è ancora ben lontana dalla sua fine. Come riportano i quotidiani locali, infatti, nei giorni scorsi una “task force” di controllo ha visitato gli istituti della provincia, ma secondo i genitori degli studenti i sopralluoghi sono state mere formalità, che non hanno davvero fatto il punto della situazione. La polemica si infiamma di nuovo, mentre anche nelle sale di Ca' Corner c'è chi perde la pazienza.

TIMBRARE IL CARTELLINO – A sollevare il nuovo polverone, come già accennato, sono i rappresentanti dei genitori degli alunni, secondo cui le “visite” del gruppo di controllo nelle scuole non avrebbero in alcun modo potuto rilevare tutti i problemi dei plessi: stando a quanto riferiscono i portavoce del Gruppo provinciale Intercomitati e Interistituti molto spesso la “task force” si sarebbe limitata a incontri in presidenza, mentre anche quando i suoi membri hanno visitato gli spazi degli istituti l'avrebbero fatto senza controllare fino in fondo. Tant'è vero che le conclusioni della squadra ispettiva e di coordinamento differiscono completamente da quelle dei genitori, che quindi chiedono ora di incontrare il prefetto Domenico Cuttaia per esporre la loro versione, anche perché le schede usate per la rilevazione dei dati sul servizio sarebbero carenti di domande relative ad elementi fondamentali.

SOLDI E INTERVENTI – Sul caso è poi intervenuto anche l'assessore provinciale Paolino D'Anna, anche lui in termini non proprio positivi. Il politico pidiellino, che giovedì ha ratificato l'accordo raggiunto tra Manutencoop e sindacati, non si risparmia e critica ferocemente l'atteggiamento dei colleghi. Il foglio sottoscritto da D'Anna, infatti, si limita a “mettere una pezza” fino al 28 febbraio, ma secondo l'assessore con appena tre milioni di euro si sarebbe riusciti a regolarizzare la situazione almeno fino a giugno e alle vacanze estive. L'esponente della Provincia punta il dito contro l'incontro del 31 gennaio a Roma, che avrebbe dovuto sistemare tutto e che invece ha brillato solo per l'assenza di qualsiasi tipo di conclusione.

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