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La denuncia della Cgil: "Servizi educativi senza programmazione, scuole al collasso"

Per Daniele Giordano, segretario generale Fp Cgil Venezia, "la situazione di sotto organico è già palese ed evidente: ci sono casi in cui educatrici si possono trovare da sole anche con 18 bambini e manca una programmazione sui permessi"

"Servizi educativi al collasso". Sarebbe questa la fotografia della situazione veneziana secondo la Cgil che ribadisce quanto sostenuto fin dall'inizio.

Daniele Giordano, segretario generale Fp Cgil Venezia, spiega: "Il 6 settembre in commissione consiliare la Giunta sostenne che non c'erano problemi di organico e che le assunzioni fatte rispondevano alle esigenze dei servizi educativi. Purtroppo nonostante il comune abbia fatto la scelta di respingere le iscrizioni fuori termine e l'amministrazione continua a rappresentare una situazione positiva, in realtà si nasconde una situazione che è già allo stremo. La situazione di sotto organico è già palese ed evidente: ci sono casi in cui educatrici si possono trovare da sole anche con 18 bambini, e non si è nemmeno fatta alcuna formazione al personale che è stato spostato, ad esempio dalla polizia locale, per sopperire alle mancanze".

Nel mirino anche i permessi: "L'amministrazione sta continuando con atteggiamenti repressivi su permessi, visite e ferie in una logica, e siamo solo a settembre, emergenziale che dimostra ancora una volta che si vogliono destrutturare i servizi educativi per delegittimare anche il personale. Si chiede la programmazione mensile dei permessi perché, nella situazione drammatica in cui siamo, evidentemente anche solo 3 giorni di permesso possono mettere in crisi il servizio e le scuole non sono aperte nemmeno da un mese" 


Alla luce della situazione attuale, la Cgil propone una soluzione: "Oggi invece di pensare ad ulteriori spostamenti da altri servizi, si potrebbe procedere con lo scorrimento delle graduatorie e mettere in campo il concorso per la deprecarizzazione ma non lo si sta facendo, e temiamo che assisteremo a nuovi vigili o impiegati, senza alcun sostegno formativo, che vengono messi a fare gli educatori.  Anche l'estensione di orario dimostra che non c'è una programmazione reale dei servizi e delle prestazioni ma solo la logica della propaganda senza senso, non sappiamo quante famiglie avevano richiesto questo servizio e quanti bambini sono stati respinti fuori dai termini. Una situazione che discuteremo con le educatrici in assemblea senza escludere nessuna forma di lotta".

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