Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Processo Mose: Orsoni e Piva assolti, l'ex ministro Matteoli condannato a 4 anni

Giovedì pomeriggio il giudizio di primo grado letto dal giudice Manduzio. Quattro degli imputati escono illesi dal procedimento. Per l'ex sindaco una prescrizione e una assoluzione

Condannati, assolti, assolti e prescritti, prescritti. E' arrivata la sentenza di primo grado del processo Mose per gli 8 imputati eccellenti che, a differenza degli altri coinvolti nella "grande retata" della guardia di finanza che ha sconvolto il mondo politico e imprenditoriale veneziano, hanno deciso di non patteggiare.

LA LETTURA DELLA SENTENZA - VIDEO

I DETTAGLI DELLE DICHIARAZIONI DEL PROCURATORE CHERCHI - VIDEO

PROTESTE IN AULA, BATTIBECCO CACCIARI - PIVA / VIDEO

PIVA: "TRE ANNI CHE NON MI RESTITUIRA' NESSUNO" - VIDEO

L'EX MINISTRO MATTEOLI

A uscire con la testa bassa dal palazzo del Tribunale, assieme ai suoi avvocati, è stato soprattutto l'ex ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, che ha sempre presenziato a tutte le udienze del dibattimento. E' stato condannato insieme all'imprenditore Erasmo Cinque a 4 anni di reclusione per corruzione. Il Collegio dei giudici l'ha ritenuto colpevole di avere ricevuto in due occasioni dazioni di denaro per un importo complessivo di 550mila euro. Entrambi sono stati condannati al pagamento delle spese processuali, all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e all'impossibilità di contrattare con la pubblica amministrazione per 3 anni. E' stata disposta anche la confisca per equivalente di 19.150.000 euro ("somma corrispondente al prezzo del reato accertato", è stato dichiarato dal giudice Manduzio). La confisca è stata divisa a metà: 9.575.000 euro ciascuno. L'ex ministro ha dichiarato in una nota di "non essere un corrotto". "Mai ho ricevuto denaro né favorito alcuno - ha continuato - Non comprendo quindi questa sentenza verso la quale i miei avvocati ricorreranno in appello". Attende di leggere le motivazioni della sentenza il legale di Cinque, Marco Vassallo: "Dopodiché sicuramente ricorreremo in appello", ha sottolineato.

PIVA: "TRE ANNI CHE NON MI RESTITUIRA' NESSUNO"

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L'EX SINDACO ORSONI

Per quanto riguarda l'ex sindaco Giorgio Orsoni, imputato per finanziamento illecito ai partiti, è scattata in un caso la prescrizione e in un altro l'assoluzione. Si tratta del finanziamento "in bianco" da parte di società facenti parte il Consorzio Venezia Nuova ("il fatto non costituisce reato") e del presunto finanziamento "in nero" su mandato dell'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati. Esce illesa dal processo anche l'ex presidente del Magistrato alle acque, Maria Giovanna Piva, assolta "perché il fatto no sussiste" per la vicenda dell'affidamento dell'incarico di collaudatore dell'Ospedale dell'Angelo di Mestre e prescritta per le presunte mazzette ricevute da Mazzacurati. L'architetto Daniele Turato è stato invece assolto per la presunta corruzione per i lavori di restauro della villa dell'ex presidente della Regione, Giancarlo Galan. Condannati anche l'imprenditore Nicola Falconi (2 anni e 2 mesi, con confisca di 78mila euro, corruzione e finanziamento) e Corrado Crialese (1 anno e 10 mesi di reclusione con mille euro di multa, pena sospesa, per millantato credito). Esce "pulita" dal processo l'ex europarlamentare Amalia Sartori, assolta per entrambi i capi d'imputazione. Come Orsoni era imputata per finanziamenti "in bianco" e "in nero". Per i primi il fatto non costituirebbe reato, per i secondi, "il fatto non sussiste".

L'esito in Appello del processo Mose

La Corte d'Appello, in data 12 luglio 2019, rivedendo parzialmente la sentenza di primo grado, ha dichiarato «non doversi procedere nei confronti di Nicola Falconi in ordine ai reati di cui ai capi 1 e 7, perché estinti per prescrizione»; inoltre, ha revocato la condanna al risarcimento dei danni e alle provvisionali riferite ai capi 12 e 13, mentre ha confermato ma ridotto le provvisionali riferite al capo 1 a favore delle parti civili, portandole a: 50 mila euro ciascuna a presidenza del Consiglio dei ministri, ministero delle Infrastrutture e Comune di Venezia; 25 mila euro alla Regione Veneto; 15 mila euro alla Città metropolitana di Venezia e 10 mila euro al Consorzio Venezia nuova.

PROTESTE IN AULA, BATTIBECCO CACCIARI - PIVA

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I RISARCIMENTI

Altero Matteoli, Erasmo Cinque e Nicola Falconi sono stati condannati in solido tra loro al risarcimento danni nei confronti delle parti civili (presidenza del Consiglio dei ministri, ministero delle Infrastrutture, Regione Veneto, Città metropolitana di Venezia, Comune di Venezia e Consorzio Venezia Nuova. Sarà il tribunale civile a decidere il da farsi. Tutti e tre sono stati condannati, in solido tra loro, al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 1 milione di euro a favore di presidenza del Consiglio dei ministri e Ministero delle Infrastrutture; 1 milione di euro a favore del Comune di Venezia; 400mila euro a favore della Regione Veneto; 200mila euro a favore della Città metropolitana e 80mila euro a favore del Consorzio Venezia Nuova. Nicola Falconi è stato condannato anche al pagamento di 50mila euro a favore del Comune di Venezia, mentre Corrado Crialese al pagamento di 100mila euro a favore della parte civile della presidenza del Consiglio dei ministri.

LA LETTURA DELLA SENTENZA

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IL PROCURATORE CAPO CHERCHI

"L'attività della Procura è stata assolutamente riscontrata". L'ha dichiarato il procuratore capo di Venezia, Bruno Cherchi, presente in Aula: "Ci sono state le condanne che sono state richieste e naturalmente le prescrizioni dicono che è trascorso troppo tempo per condannare - ha continuato - evidenzia che il fatto contestato era esistente. La vicenda deve essere vista nel suo complesso, guardando anche ai patteggiamenti dell'ottobre 2014. La prescrizione - ha concluso - è un grosso problema di cui non possiamo farci carico solo noi. E' chiaro che le nostre carenze in particolare di personale amministrativo evidenziano che c'è un problema di lentezza della giustizia di cui non può farsi carico la magistratura".

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BATTIBECCO PIVA - TOMMASO CACCIARI

Non sono mancate le reazioni polemiche a caldo in Aula dopo la lettura della sentenza. Presenti diversi esponenti dei comitati ambientalisti della città, dai No Grandi Navi ad AmbienteVenezia: "La corruzione è stata dimostrata - ha dichiarato Cristiano Gasparetto - Attendiamo che ciò che ha fatto la Procura sulle mazzette lo faccia anche sulla qualità del Mose" (GUARDA IL VIDEO). Faccia a faccia tra una sorridente Maria Giovanna Piva, assolta e prescritta, e l'esponente no global Tommaso Cacciari: "La storia l'ha già condannata - ha dichiarato a muso duro Cacciari - che eravate al soldo del Consorzio Venezia Nuova è una verità storica". Al che sono scattate le minacce di denunce per diffamazione, con l'avvocato Emanuele Fragasso (difensore della Piva) che ha chiesto di allontanare i contestatori dell'Aula: "Questa non è una tribuna politica", ha dichiarato. (GUARDA IL VIDEO). Maria Giovanna Piva davanti alle telecamere si è limitata a sottolineare come "questi 3 anni non me li restituirà nessuno. A me e alla mia famiglia" (GUARDA IL VIDEO).

PIVA: "QUESTI TRE ANNI NON ME LI RESTITUIRA' NESSUNO"

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GLI AVVOCATI DIFENSORI

Ora il prossimo passo è attendere le motivazioni della sentenza, per capire nei casi in cui il reato è stato prescritto se i giudici hanno effettivamente accertato i reati di corruzione. Per i condannati, poi, il dubbio non sussiste: "Non sono un corrotto - ha affermato l'ex ministro, Altero Matteoli - Mai ho ricevuto denaro né favorito alcuno. Non comprendo quindi questa sentenza verso la quale i miei avvocati ricorreranno in appello". Attende di leggere le motivazioni della sentenza il legale di Cinque, Marco Vassallo: "Dopodiché sicuramente ricorreremo in appello", ha sottolineato. Copione ben diverso per l'avvocato Alessandro Moscatelli, che ha difeso l'ex eurodeputata Amalia Sartori, assolta: "E' la fine di un incubo che ridà legittimità politica a un soggetto che è stato leso da questa inchiesta - ha specificato - questa è stata una sentenza serena e siamo di fronte a un giudizio ponderato che ha fatto emergere esclusivamente la realtà dei fatti". Soddisfatto, e non potrebbe essere altrimenti, anche l'avvocato Emanuele Fragasso, difensore dell'ex presidente del Magistrato alle acque, Maria Giovanna Piva: "Una sentenza corretta per quanto riguarda la mia assistita - ha affermato -  attendiamo le motivazioni della sentenza per capire le ragioni della prescrizione" (GUARDA IL VIDEO).

"RESTITUITA LEGITTIMITA' POLITICA AD AMALIA SARTORI" - VIDEO

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LE RICHIESTE

Il pm Stefano Ancilotto, nell’udienza dello scorso 29 giugno, aveva chiesto 2 anni e 3 mesi per Orsoni, per finanziamento illecito, a cui aggiungere il pagamento di 1 milione di euro di multa. Mano pesante anche su Matteoli, per cui erano stati chiesti 6 anni di reclusione. Per Maria Giovanna Piva, che doveva rispondere di corruzione, erano stati chiesti 4 anni e la confisca dei soldi illegalmente intascati, mentre per l’imprenditore Erasmo Cinque, titolare della Socostramo, erano stati chiesti 5 anni: l’accusa era  di corruzione. L’architetto Daniele Turato rischiava fino a 2 anni e 6 mesi per corruzione, mentre l’ex eurodeputata Amalia Sartori 2 anni e 500mila euro di multa. Chiudevano il cerchio Nicola Falconi, che rischiava 3 anni per corruzione e finanziamento illecito e l’avvocato Corrado Crialese, che doveva rispondere di millantato credito.

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