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In acqua all'Arsenale: clochard in ospedale, si cercano testimoni del presunto pestaggio

Sulla vicenda indaga la squadra mobile veneziana. Si tratta di uno straniero: presenta ematomi al volto, ha rischiato di annegare ma fortunatamente non è in pericolo di vita

Continuano le indagini sulla vicenda che ha visto coinvolto un senzatetto finito in acqua in zona Arsenale, a Venezia, nella notte tra mercoledì e giovedì. Gli elementi in mano agli investigatori fanno pensare a un probabile pestaggio: l'uomo, salvato dal personale della polizia e del 118, presenta delle evidenti tumefazioni al volto. Ma i contorni dell'episodio, su cui sta lavorando la squadra mobile, sono ancora tutti da ricostruire. C'è da capire, in particolare, se siano stati degli sconosciuti aggressori a buttare l'uomo nel canale oppure se quest'ultimo ci sia finito da solo, magari dopo essere stato ferito.

Possibile l'apertura di un'inchiesta

La procura attende i risultati degli approfondimenti per stabilire se aprire un'inchiesta e, in tal caso, per quale fattispecie di reato. Si cercano quindi testimoni che possano aver assistito all'eventuale aggressione. In questura è stata convocata una suora che opera alla "Tana", mensa per i poveri che si trova a poca distanza, e che potrebbe conoscere la vittima. Il clochard è stato identificato: soffre di mutismo, è di nazionalità straniera ed è tuttora ricoverato al reparto di rianimazione dell'ospedale Santi Giovanni e Paolo. Fortunatamente non è in pericolo di vita, ma se l'è vista brutta: recuperato pochi istanti prima di annegare, ha bevuto parecchio ed era in stato di ipotermia per le basse temperature dell'acqua. Gli investigatori attendono che si riprenda per avere la possibilità di comunicare con lui e sentire la sua versione dei fatti.

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