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La sala dei senzatetto, bivacchi e sporcizia all'aeroporto Marco Polo

Lo segnalano alcuni dipendenti di negozi dello scalo veneziano: tra sporco e litigi, uno scenario degradante figlio della disperazione

Dieci, quindici persone senza una casa. Sono gli "inquilini" della zona arrivi dell'aeroporto Marco Polo di Venezia, giunti un paio di anni fa per trovare un riparo dal freddo invernale: dormono per terra o sulle panchine con bivacchi improvvisati, poi se ne vanno quando arriva la bella stagione. Spesso creando, come riporta la Nuova Venezia, sporcizia e disagi.

Lo avrebbero denunciato alcuni dei dipendenti dei negozi dello scalo veneziano. Parlano di disperazione, di persone che evidentemente non hanno alternative: italiani, stranieri, veneziani anche giovani. Ogni tanto scatta qualche litigio, qualcuno urla. Ma i problemi maggiori, pare, sono dati proprio dalla sporcizia e dal cattivo odore lasciati dai senzatetto, specialmente nei bagni. E ancora, escrementi e tracce di vomito.

Una situazione degradante che sicuramente non dà lustro al Marco Polo. Ma ancor più, come fanno notare gli stessi dipendenti, un segnale di scarsa attenzione da parte di chi dovrebbe occuparsi di queste persone, autorità e responsabili dell'aeroporto in primis. Le forze dell'ordine avrebbero risposto che, non configurandosi reati, non hanno modo di intervenire. D'altra parte non si chiede che i senzatetto siano cacciati al freddo, ma che vengano trovate delle soluzioni alternative per dare, sia a loro che all'aeroporto, maggiore dignità.

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