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Seppie "in nero" e non "nero di seppia", commerciante chioggiotto nei guai

Il gestore di un box al mercato all'ingrosso del pesce della città clodiense mercoledì mattina non è riuscito a fornire ai carabinieri la documentazione su filiera e compravendite

Mercoledì mattina l’equipaggio di una motovedetta dei carabinieri, nel corso di un servizio finalizzato alla prevenzione e repressione delle violazioni in materia di rintracciabilità alimentare, ha controllato un box di proprietà di un chioggiotto al mercato ittico all’ingrosso di via Poli a Chioggia. Quando è scattato l'accertamento, il proprietario stava terminando l'incassamento di una partita di seppie. 

Alla richiesta di esibire la documentazione per stabilire la rintracciabilità di filiera, il commerciante non era in grado di fornire alcuna informazione e non presentava alcun documento fiscale che attestasse l’origine del prodotto. Anche le cassette in polistirolo, contenenti le seppie, erano prive di etichette o bolli sanitari. Le forze dell'ordine hanno quindi presupposto che il tutto fosse stato acquistato in nero. Al termine dell'operazione il gestore è stato multato con una sanzione amministrativa di 1.500 euro. Le seppie, del peso di un quintale circa e dal valore commerciale di mille euro, sono state sequestrate e poi donate a un Ente benefico. Un veterinario dell'Ulss14 le ha giudicate idonee al consumo.

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