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Auto e barche: sequestro da oltre 150mila euro a un trafficante di Chioggia

Operazione eseguita dal commissariato locale. Le indagini erano state avviate perché l'uomo (arrestato poche settimane fa) aveva un tenore di vita troppo elevato rispetto al reddito

Auto, moto e barche per un valore totale di oltre 150mila euro sono state sequestrate in queste ore ad un 46enne di Chioggia che, nelle scorse settimane, era finito in arresto per traffico di droga. Per la precisione si tratta di due automobili, una delle quali del valore stimato di 45mila euro, un motoveicolo e due barche; inoltre, una somma di oltre 100mila euro in titoli e depositi. A effettuare l'operazione sono stati gli uomini della Divisione anticrimine della questura di Venezia, in coordinamento con il commissariato di Chioggia.

Arresto

L'uomo, come detto, era già stato arrestato un mese fa, il 18 maggio, in seguito a un'indagine dei poliziotti del commissariato locale: da tempo lo spacciatore era tenuto d'occhio anche perché il suo tenore di vita non era giustificato dal reddito. In parallelo, la Sezione indagini patrimoniali della Divisione anticrimine ha avviato degli specifici accertamenti sulla situazione economico-reddituale del pusher: le prove raccolte sono state sottoposte al vaglio del tribunale, che ha emesso il provvedimento preventivo di urgenza con il quale è stato disposto il sequestro eseguito in queste ore.

Giro di spaccio

Erano tre le persone arrestate il 18 maggio, tutte residenti a Chioggia e coinvolte in un giro di spaccio e detenzione di droghe. Il 46enne, P.M., era stato portato in carcere, mentre gli altri due (un 51enne e un 57enne) sottoposti a obbligo di dimora. Si tratta di persone conosciute alle forze dell'ordine: già nel marzo 2018 gli investigatori avevano arrestato i due più anziani dopo averli trovati in possesso di piccole quantità di marijuana, riuscendo a risalire al fornitore, che era appunto P.M.. Dopodiché, tramite intercettazioni telefoniche, avevano ricostruito la filiera di spaccio. P.M., il "capo", era già stato arrestato nel 2007 nel corso di un’operazione denominata “Pesca Grossa”. Altra attività collegata allo stesso giro risale al gennaio 2019, quando due perquisizioni eseguite in due abitazioni a disposizione di un altro uomo, V.A, chioggiotto del 1949, avevano portato al sequestro di svariati chili di marijuana e hashish, quantitativo «interamente riferibile a P.M.».

Confisca

La misura di prevenzione del sequestro anticipato a fine di confisca, così come previsto dal codice antimafia, serve ad impedire l’utilizzo o il reimpiego dei beni provenienti, anche in parte, da «attività illecite poste in essere da soggetti ritenuti particolarmente pericolosi». Successivamente il tribunale stabilirà se procedere alla confisa definitiva e a quel punto i beni potrebbero confluire nell’agenzia dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, per poi essere reimpiegati a fini sociali.

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