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I carabinieri sequestrano i terreni di Romeo Hudorovich a Cavallino

È il risultato di un'indagine eseguita a partire da un arresto avvenuto circa un anno fa

I carabinieri di Mestre hanno eseguito un provvedimento di sequestro patrimoniale, ai sensi della normativa antimafia, nei confronti del pluripregiudicato Romeo Hudorovich, componente di famiglie e bande criminali Rom dedite a rapine, furti ed estorsioni. Di fatto le indagini hanno dimostrato che l'uomo (attualmente si trova in carcere) è proprietario effettivo di una quantità di beni non giustificati dal suo reddito e che quindi questi beni sono chiaramente il frutto dei suoi traffici illegali.

Gli accertamenti sono iniziati da un episodio avvenuto il 28 aprile 2020: una pattuglia dei carabinieri del Norm aveva intercettato quattro persone che stavano attraversando a piedi l’autostrada nottetempo, con i volti coperti e con un borsone al seguito. Fermato il gruppo - non prima di aver vinto un tentativo di resistenza - dalla borsa è saltato fuori un tubo metallico imbottito con schegge e oltre due etti di polvere esplosiva, già armato con fili elettrici da collegare ad una batteria. Praticamente il necessario per un bel botto, magari ai danni di uno sportello bancomat.

I quattro sono stati arrestati, dopodiché gli investigatori hanno svolto ulteriori indagini scoprendo che Hudorovich (unico “veneziano” del gruppo) risulta proprietario di un numero spropositato di proprietà immobiliari, soprattutto se si considera che è ufficialmente disoccupato. I terreni e gli edifici sono intestati formalmente alla moglie e ad una delle figlie, ma di fatto è lui ad averne il controllo. Tutta l'informativa è stata trasmessa al pm e ieri, infine, è arrivato il provvedimento del giudice che dispone il sequestro di due terreni edificabili a Cavallino Treporti, sul lungomare Dante Alighieri, per una superficie totale di 9 mila metri quadri e un valore di almeno 160 mila euro (già all'epoca dell’acquisto, una decina di anni fa).

I carabinieri hanno dimostrato che la compravendita dei terreni è avvenuta nel momento in cui Hudorovich era già condannato in via definitiva per reati di stampo associativo, che gli avevano permesso di diventare milionario. Il giudice ha rinviato all’udienza di giugno l’esame sulla misura della sorveglianza speciale con obblighi sul nomade e anche la decisione sulla confisca dei due terreni e del sequestro su altri immobili censiti. L’apposizione dei sigilli ai terreni è stata eseguita dai carabinieri del Norm e della compagnia di Mestre con la collaborazione dei colleghi di San Donà di Piave e in particolare della stazione di Cavallino Treporti.

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