Venezia, da gennaio sequestrati 50mila articoli da negozi e banchetti tra le calli

Merce contraffatta o etichettatura non in regola: il bilancio di sei mesi di controlli

Sono più di 50mila i prodotti non sicuri e più di 6mila quelli contraffatti sequestrati negli ultimi sei mesi dalla guardia di finanza di Venezia in negozi e bancarelle del centro storico lagunare. È il bilancio dell'operazione "commercio sicuro", che ha visto oltre 100 persone multate tra titolari di attività di vendita di souvenir e gadget vari  e esercenti posteggiati nelle aree a più alta densità turistica.

Etichette e contraffazione

Le irregolarità riscontrate, a  seguito dei controlli del 1° e del 2° Nucleo Operativo Metropolitano e dei baschi verdi della compagnia pronto impiego di Venezia, sono diversificate: in numerosi negozi e bancarelle le merci erano prive dell’etichettatura obbligatoria prevista dal codice del consumo, che ha lo scopo di fornire al consumatore informazioni sulla provenienza del prodotto e sulla sua composizione, indicando la presenza di eventuali allergeni o di altre sostanze pericolose e le precauzioni da adottare eventualmente per il loro utilizzo. In altri casi sono stati rinvenuti nei negozi e sui banchi degli ambulanti articoli che riproducevano indebitamente marchi o disegni brevettati da note aziende della moda.

Souvenir e borse

Diverse le tipologie di merci sequestrate, quasi esclusivamente destinate agli acquisti dei turisti, come  souvenir della loro  visita in città: calamite con immagini di Venezia, maschere di carnevale, vestiario e suoi accessori, cover per cellulari. Anche numerose pelletterie tra i negozi verbalizzati, soprattutto per la vendita di borse di prive di etichettatura obbligatoria dalla quale risalire al produttore o distributore. A volte le borse riportavano dei simboli e dei disegni che ne richiamavano la presunta italianità ed artigianalità, quale indice di qualità del prodotto, salvo poi rivelarsi di livello inferiore alle attese e, comunque, di origine incerta.

Lo spettometro

La maggior parte dei venditori multati è di origine extracomunitaria. Per una maggior tutela dei consumatori, questi controlli sono affiancati, quando possibile, anche da accertamenti più approfonditi mediante l’utilizzo di uno spettrometro, in grado di dare immediatamente delle indicazioni sull’eventuale presenza di metalli pesanti all’interno delle merci controllate. Tali controlli sono svolti in collaborazione con l'Adiconsum, che ha acquistato lo spettrometro con fondi della Regione del Veneto.

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