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Maxi sequestro del Gico di Venezia: 50 chili di hashish su un camion

Conducente arrestato giovedì nell'area di servizio di Monte Baldo Nord, nel Veronese. Valore della droga 500mila euro. Indagini partite da Mestre

Come spesso accade, gli agenti del Gico della guardia di finanza di Venezia sono partiti dal basso. Sono partiti dai semplici spacciatori che si muovono nella zona di via Piave a Mestre per risalire la piramide fino ad arrivare al colpo grosso. A un sequestro da 50 chili di hashish, per un valore di mezzo milione di euro. Stavolta, dunque, le fiamme gialle hanno bloccato "alla fonte" i giri illeciti di un'organizzazione criminale composta soprattutto da cittadini di nazionalità marocchina che era riuscita a mettere le mani sul mercato di mezzo Veneto, con propaggini anche nella zona del Bresciano.

Il fulcro della banda si trovava sul lago di Garda, ma i rivoli arrivavano un po' ovunque. Fino a raggiungere anche il territorio lagunare. La droga arriva dal Marocco e il suo tragitto è stato seguito passo passo anche dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia. E' bastato aspettare il momento giusto per i baschi verdi per entrare in azione e requisire tutto. Il camionista trovato con il carico "pesante" è stato arrestato per traffico di stupefacenti: si tratta di un cittadino di 46 anni che dai porti iberici ha compiuto un lungo giro per mezza Europa, evidentemente avendo altre consegne lecite da effettuare. Dopo la Spagna è arrivato in Francia, dopodiché in Germania, Austria e Slovenia, per poi entrare in Italia attraverso la frontiera di Fernetti, nel Triestino. Da quel momento in poi era solo questione di tempo, entrando in azione non appena il camion frigo si sarebbe fermato in un'area di sosta. Così è stato giovedì verso le 15 nella zona di Monte Baldo Nord.

Che i componenti dell'organizzazione (una ventina, con ogni probabilità tutti marocchini) non fossero degli sprovveduti lo dimostra il fatto che tutto era curato nei minimi particolari. Addirittura i panetti di hashish erano confezionati il più delle volte come delle "valigette". I vari parallelepipedi venivano posizionati uno vicino all'altro, per poi "incellophanare" il tutto con tanto di maniglia. Il tutto per un peso di trenta chili. La droga quindi veniva scaricata in pochi istanti: gli acquirenti accostavano con l'auto vicino al camion di turno, effettuando il passaggio lontano da occhi indiscreti.

In questo caso, dunque, la Finanza ha sequestrato una valigetta da trenta chili con in più una ventina di "cubi" da un chilo ciascuno, fino ad arrivare ai cinquanta chili totali trovati nella cabina di guida del conducente. E' stato quindi stroncato un grosso canale di distribuzione della droga, e ora continuano gli accertamenti per far luce anche sui destinatari dello stupefacente. Parte della quale avrebbe poi raggiunto anche Mestre o la provincia di Venezia.

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