Feste e rave party senza autorizzazione, sequestrato il circolo africano di Marghera

Gli agenti hanno posto i sigilli allo stabile questa mattina su decreto del gip. Da tempo eventi senza averne autorizzazione, con vendita di alcolici senza licenza

Da marzo 2016, quando era stato affittato all'associazione africani di Venezia, venivano organizzate feste e rave party senza averne le necessarie autorizzazioni per legge. Durante gli eventi, prima pubblicizzati via facebook poi attraverso WhatsApp, per renderli più difficilmente tracciabili dalle forze dell'ordine, venivano vendute anche bevande alcoliche, senza le opportune licenze. Ma c'è di più: quelli che dovevano essere ritrovi da circolo erano, di fatto, aperti a tutti. Era sufficiente pagare il ticket all'ingresso per entrare. A seguito di un ulteriore sopralluogo e del decreto di sequestro emesso dal gip, gli agenti di polizia, questa mattina, hanno posto i sigilli al capannone di via Banchina dei Molini 14 a Marghera.

Feste e rave dal 2016

Il presidente ed amministratore dell'associazione, l'ivoriano G.Z.B.C. di 56 anni, già nel 2016 era stato segnalato per l'uso improprio dei locali, dimostrandosi collaborativo con le autorità, adempiendo alle prescrizioni che gli negavano la possibilità di organizzare feste aperte al pubblico. Nel 2018, poi, la situazione è degenerata, con il presidente dell'associazione che avrebbe ricominciato ad organizzare feste notturne, oltre ad affittare i locali del capannone a terzi, per l'organizzazione di eventi della durata di intere giornate. Da quel momento sono ricominciati anche gli interventi delle Volanti della polizia, per sedare risse ed aggressioni scoppiate all'interno e in prossimità die locali.

Gli avvisi del questore

Nonostante gli avvisi orali del questore, il 56enne ha continuato a dimostrarsi disinteressato ai richiami, continuando ad organizzare eventi senza averne autorizzazione. Esercitando un'attività aperta al pubblico camuffata da circolo privato. Il locale era inoltre sprovvisto della licenza di agibilità, e il titolare inadempiente rispetto agli obblighi imposti dalla normativa antincendio. Il capannone, infatti, non era dotato di idonee uscite di sicurezza, e conteneva al suo interno legno, materassi, divani, bombola del gas e cavi scoperti, rendendo pericolosa ogni tipo di attività al proprio interno. Di qui è quindi scattata la richiesta del sequestro preventivo.

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Extracomunitari senza permesso

Non solo feste. Gli agenti di polizia hanno comprovato infatti che il presidente dell'associazione ospitava altre persone extracomunitarie, senza le necessarie dichiarazioni alle autorità. Anche questa mattina, quando la polizia ha dato esecuzione al decreto del giudice per le indagini preliminari, all'interno dello stabile sono stati trovati, oltre allo stesso presidente, anche altre 4 persone, di cui 2 stranieri e senza permesso di soggiorno in Italia, per i quali è stato formalizzato il provvedimento di espulsione.

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