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Dalla laguna indagini fino a Vercelli: multa milionaria per trio di "pirati informatici"

La Finanza ha denunciato tre persone, di cui due residenti nel Regno Unito, per un'attività di vendita di cd e dvd masterizzati. Maxi sequestro dal valore di 4 milioni di euro

La prima ipotesi, in base a un paio di commenti lasciati su eBay, è che la centrale di masterizzazione si trovasse in territorio lagunare. Per questo il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Venezia ha iniziato a indagare. Ma, come spesso accade per i reati informatici, si sa da dove si parte ma non si sa dove si arriva. Tre persone, infatti, sono state denunciate per l'attività illegale. Si tratta di tre parenti: lo zio è residente in provincia di Vercelli, mentre il nipote e la fidanzata ora vivono nel Regno Unito. Lei, tra l'altro, è assistente universitaria oltremanica. Ma ciò non l'ha indotta a bloccare il sodalizio instaurato con gli altri "complici". 

Le fiamme gialle hanno sequestrato oltre 46mila cd e dvd duplicati illecitamente, per una multa di quasi 2 milioni di euro comminata ai responsabili, i quali devono rispondere del reato di duplicazione abusiva e illecito commercio online di basi musicali tutelate dal diritto d’autore. Le indagini sono scattate grazie a una capillare analisi della rete internet e, in particolare, da un meticoloso monitoraggio della piattaforma di aste telematiche eBay, che ha permesso di individuare un utente (registrato dal "nipote") dietro al quale si celava la piccola organizzazione riconducibile ai tre denunciati.

Il tutto veniva realizzato nell’abitazione di Vercelli dello "zio", adibita a vera e propria centrale di masterizzazione clandestina di cd/dvd, delle copertine e delle confezioni, cui veniva addirittura applicato un falso bollino SIAE perfettamente duplicato e una licenza d’uso fittizia, in modo da trarre in inganno gli acquirenti online. L’attività illecita si è rivelata, per i tre complici, particolarmente redditizia, se si pensa che le indagini hanno permesso di accertare, nel periodo gennaio 2014-maggio 2015, un consistente flusso di denaro riferibile a transazioni finanziarie riguardanti la vendita dei supporti illecitamente duplicati.

Al termine dell’attività operativa, condotta con la collaborazione dell’Ufficio Antipirateria e Multimedialità della Direzione Generale della Siae di Roma e arrivata al clou grazie ad accertamenti su Iban, carte prepagate e indirizzi di spedizione, sono stati sequestrati, complessivamente, oltre 46.00mila supporti ottici abusivamente duplicati, contenenti circa 87 milioni di file musicali; sotto sequestro sono finite anche le attrezzature, il materiale hardware e le strumentazioni utilizzate per l’illecita  attività di duplicazione. Il materiale rinvenuto, se posto in commercio, avrebbe arrecato agli aventi diritto un mancato introito di compensi per 4 milioni di euro. A carico dei tre responsabili è stata comminata, infine, una sanzione amministrativa prevista dalla legge del 1941 sul diritto d'autore, per un importo complessivo di 1.922.644,93 euro.

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