Minimarket nei guai: etichette irregolari o inesistenti, retrobottega usati come alloggi

Maxi sequestro della polizia municipale di Caorle, con la Camera di commercio. Due cittadini bengalesi sanzionati a Porto Santa Margherita. Il risultato di un protocollo ad hoc

Nuovo colpo inferto al commercio di merce illegale nel Comune di Caorle. Lunedì scorso, infatti, gli agenti della polizia locale e gli ispettori della camera di commercio, hanno concentrato l'attenzione su due bazar di Porto Santa Margherita. Entrambe le strutture erano gestite da cittadini di nazionalità bengalese finiti nei guai.

"Dietro a degli esercizi ordinati e apparentemente in regola - dichiara in una nota la polizia municipale - gli agenti non hanno tardato a individuare consistenti violazioni in termini di etichettatura della merce esposta, riscontrando violazioni del Codice del consumo in materia di informazione del consumatore sulla tracciabilità e di altre norme specifiche sulla sicurezza e composizione dei prodotti. Vani sono risultati i tentativi dei titolari delle attività di scaricare la responsabilità delle violazioni sui fornitori della merce".

La situazione è apparsa ben più grave quando sono stati controllati i magazzini dei negozi, in cui è stata trovata merce con etichettatura in parte incompleta, in parte completamente assente o addirittura con indicazioni contraddittorie: insomma, era palese che qualcosa non andava. Per questo motivo sono stati sequestrati 1.038 pezzi. Per la precisione 425 in un negozio e 613 nell'altro, per un valore di mercato di 10mila euro circa. Come giàà accaduto anche in altre località balneari, come a Jesolo, agenti e ispettori hanno scoperto che i retrobottega venivano anche utilizzati come alloggio di fortuna, con materassi e fornelli. Per questo ai titolari delle attività è stato intimato di ripristinare l'originale destinazione d'uso dei locali. 

"L’operazione si inserisce nell’ambito del vigente protocollo d’intesa tra prefettura, Camera di commercio e comuni litoranei per la sicurezza dei prodotti e il contrasto al fenomeno della contraffazione", sottolinea il Corpo di polizia municipale. Il sindaco di Caorle, Luciano Striuli: “Anche questa attività svolta presso gli esercizi commerciali della città si inserisce in un contesto di azioni coordinate interforze mirate a contrastare l’abusivismo commerciale in ogni sua forma con l’obiettivo primario di offrire al consumatore la massima tutela e garantire il commercio regolare dalla concorrenza sleale che queste ditte attuano - ha dichiarato il primo cittadino - Il protocollo d’intesa firmato con la prefettura e la Camera di commercio è un’ulteriore strumento che viene messo a disposizione degli operatori di polizia per contrastare l’illegalità diffusa”.

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