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Sulle tavole italiane polpi "fasulli" dal Vietnam, cinque grossisti nei guai

La capitaneria di porto di Chioggia ha sequestrato circa 60 tonnellate di prodotto. Alle ditte la merce arrivava congelata, poi veniva introdotta in commercio con un'etichettatura sbagliata

Sono finiti sulle tavole di tutta Italia, ma non erano quello che le etichette promettevano. Quegli "Octopus Vulgaris", nome scientifico per indicare ciò che in realtà è un "polpo", non arrivavano da qui. E non erano nemmeno dei "veri" polpi della "razza" cui siamo abituati. Bensì erano quattro o cinque specie provenienti dal Vietnam. La capitaneria di porto di Chioggia ne ha sequestrati 60 tonnellate. Denunciate tre ditte (due venete e una emiliana) e sanzionate altre due (una veneta e una delle Marche) che importavano il prodotto dal paese dell'Est asiatico e poi lo immettevano nella rete commerciale italiana come prodotto surgelato.

Questi polpi "fasulli" arrivavano a ristoratori, venditori al dettaglio e anche a una grande ditta nazionale di prodotti surgelati che li distribuiva in tutto il Belpaese. Interpellati, i grossisti, che sono tenuti per legge a controllare quanto importano, sono caduti dalle nuvole. Le aziende denunciate e sanzionate per frode in commercio muovevano con questi carichi un giro d'affari, destinato comunque ad allargarsi secondo gli inquirenti, di poco meno di 600mila euro.

Le indagini sono scattate ai primi di aprile dalla segnalazione di un'Ulss di Torino, che si è accorta che in un banco del pesce il peso della merce era inferiore a quello che avrebbe dovuto essere: quei polpi non potevano essere Octopus Vulgaris. E' stato segnalato il fatto alla capitaneria di porto di Chioggia perché la ditta importatrice era del Veneziano. Durante i controlli gli agenti si sono accorti anche che in Vietnam utilizzavano per la glassatura il 20% in più di acqua di quanto dichiarato, "ingannando" quindi sul prezzo gli importatori.


Gli accertamenti continuano per capire se all'orizzonte possano nascondersi eventuali problemi sanitari. In Vietnam, spiegano gli agenti della capitaneria, in questo periodo si è diffusa un'epidemia mortale tra la popolazione. E l'acqua potabile potrebbe essere uno dei veicoli principali della malattia. Su questo frangente comunque le forze dell'ordine rassicurano la cittadinanza.

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