Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca San Marco / Sestiere San Polo

La licenza è di Mira, ma i tassisti caricano a Venezia: due sequestri

Due motoscafisti nel mirino della Finanza venerdì vicino alla Salute. Nel fine settimana invece quattro vu cumprà multati e uno denunciato

I due motoscafisti erano titolari di "licenza rossa". Vale a dire che avrebbero potuto caricare nel territorio comunale in cui era stata rilasciato il nulla osta e poi scaricare i passeggeri a Venezia. Invece, in barba alle regole, sono stati sorpresi mentre i passeggeri li stavano per ospitare a bordo nelle vicinanze della Salute. Una condotta scorretta che ha infatti portato al sequestro di due taxi acquei portato a termine dagli uomini della sezione navale della guardia di finanza di Venezia. Misura cui seguiranno gioco forza anche le conseguenti multe.

Non si tratta di un episodio isolato: già in passato operazioni del genere sono state condotte dalle fiamme gialle. I due tassisti avevano conseguito la licenza dal Comune di Mira, ma in questo modo praticavano una concorrenza sleale nei confronti di coloro che hanno le carte in regola per operare (e caricare) nella laguna di Venezia. La sanzione è stata comminata venerdì scorso, dopo che i baschi verdi hanno chiesto ai passeggeri appena imbarcati se fossero stati caricati a bordo a Mira o nella città lagunare.

Nel fine settimana gli uomini del reparto navale della Finanza hanno anche condotto dei controlli contro l'abusivismo commerciale: è stato fuggi fuggi quando i vu cumprà hanno visto i motoscafi delle fiamme gialle. Dopodiché gli agenti hanno iniziato a perlustrare la zona dell'Accademia fino a raggiungere l'area marciana e riva degli Schiavoni. I luoghi più "battuti" dai venditori irregolari. Alla fine sono stati sequestrati circa 180 pezzi lasciati incustoditi dagli abusivi in fuga. Requisiti giocattoli per i bambini, borse contraffatte, due laser vietati e diversi bastoni per i selfie (merce che va per la maggiore in questo periodo tra le calli). Una persona è stata denunciata per la vendita di laser, mentre quattro cittadini bengalesi sono stati invece multati per un importo di circa 15mila euro.

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