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Servizi educativi, Cgil: "Utenti soddisfatti, Brugnaro smetta di smantellare il sistema"

Il sindacato valorizza i dati sulla customer satisfaction dei questionari distribuiti ai genitori: "Chiara fotografia della qualità e di come il personale sia sempre stato valutato"

La polemica fra Comune di Venezia e sindacati sui tagli e sulla qualità dei servizi educativi prosegue a colpi di indagini e dati sulla customer satisfaction, rilevati dai questionari somministrati ai genitori dei bambini dei nidi e delle scuole d'infanzia.

"A differenza di quanto sostiene il sindaco che parla sempre di assenza di valutazione e merito - scrive Daniele Giordano, segretario della Funzione Pubblica Cgil Venezia - i dati sulla customer satisfaction sono sempre stati utilizzati anche per valutare e pagare il personale dei servizi educativi. Sicuramente sarà necessario aprire un confronto su come migliorare questi strumenti e su come definire processi partecipatevi più profondi ma, nel rispetto dei ruoli, difendendo il ruolo strategico e fondamentale di questi servizi.
I dati oltre a dare una chiara fotografia della qualità provano anche come il personale non si sia mai sottratto a processi di valutazione e anzi abbia sempre accettato la sfida dimostrando di ottenere grandi risultati".

"Purtroppo - prosegue Giordano - dobbiamo evidenziare come il progetto per i servizi educativi del Comune preveda, nei fatti, la costruzione di una squadra jolly che dovrebbe coprire le eventuali assenze di personale e limitare gli spostamenti quotidiani.
Questo progetto nei fatti avalla la scelta di chiudere e ridurre le scuole per trovare personale utile ad essere spostato in modo da non assumere e legittimare la scelta, fatta a settembre, di lasciare a casa le educatrici precarie".

Lo scontro verte proprio sui tagli che l'amministrazione Brugnaro è intenzionata a portare avanti. "Il progetto sta scegliendo, contro tutte le indicazioni per la salute e la sicurezza - afferma Giordano - di monetizzare gli spostamenti che hanno un’incidenza sulla salute del personale e sulla sicurezza dei bambini. Si propone di continuare a produrre risparmi sulle spalle delle educatrici e dei bambini quando invece servirebbe un investimento sui servizi educativi. Viene istituita una lotteria a premi in cui si va dai 70 ai 100 euro lordi sulla base di quante volte si viene spedite da una parte all’altra".
E conclude Daniele Giordano: "Riteniamo che il Comune stia costruendo un modello che mina alle fondamenta il progetto educativo trattando i docenti come sorveglianti".

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