Trasporto pubblico, l'ira di utenti e sigle: «La crisi Actv non può fermare chi lavora»

L'assessore Zuin: «Diffide offensive, abbiamo lavorato per la sicurezza e per mantenere l'occupazione. Sulle risorse delle Amministrazioni locali il governo non ha previsto nulla»

Trasporti Actv vaporetti, archivio

Riorganizzazione dei trasporti pubblici per motivi sanitari, ed economici, e disservizi per i lavoratori e i cittadini che necessariamente devono continuare utilizzarli. Il diritto alla salute, quello alla mobilità: fondamentali e inalienabili. Sembra impossibile in piena emergenza coronavirus garantirli contemporaneamente. E c'è anche il diritto alla salute di chi sta tenendo in vita questi e altri servizi essenziali. In tema di trasporti Avm Actv la polemica non si placa. È entrato in campo anche l'assessore alle Partecipate del Comune di Venezia, Michele Zuin. 

Le diffide

«Diffide e di avvertimenti nei confronti di questa Amministrazione e del gruppo Avm sono offensive anche nei confronti di tanti lavoratori che, con grande senso di responsabilità e di servizio verso l’intera collettività, continuano a rimboccarsi le maniche - afferma -. Avm ha osservato tutte le indicazioni provenienti man mano dal governo o dalla Regione, a cominciare dalla sanificazione e disinfezione dei mezzi che continua. Abbiamo lavorato per la sicurezza dei cittadini-utenti e dei lavoratori e per il mantenimento dei posti di lavoro. L’abbiamo detto fin dall’inizio che le misure del governo sulle prescrizioni per limitare il contagio dovevano essere accompagnate da altrettanti provvedimenti di tipo economico-finanziario per le imprese, le famiglie, i lavoratori e i Comuni: nulla è stato previsto per assicurare le risorse alle Amministrazioni locali, per poter continuare a svolgere i servizi».

I disagi

«Il trasporto è un servizio pubblico essenziale e Avm è una azienda a controllo pubblico - ribatte il Partito Democratico veneziano - Vanno studiati i servizi, rimodulata la programmazione, con la collaborazione delle Ulss e delle categorie economiche. Oggi non si possono anteporre questioni di bilancio a quelle sanitarie, e se si parla di bilancio il Comune deve fare la scelta in questo momento di difficoltà di non prelevare fondi dalle casse di Avm a favore delle casse comunali. Il servizio di trasporto pubblico va garantito. Va garantita la sicurezza di tutti i lavoratori dei servizi essenziali che devono necessariamente recarsi al lavoro, anche i dipendenti dello stesso trasporto pubblico locale. Continuano invece i disagi dei lavoratori che devono recarsi negli ospedali o al lavoro».

La sicurezza

«Abbiamo ben presenti le difficoltà di un’azienda coma Avm a gestire l’attuale situazione - scrive il presidente della Municipalità di Marghera Gianfranco Bettin -. Massima comprensione, dunque. Actv risponde alle critiche e alle proposte che abbiamo fatto definendole "scorrette". Non chiediamo di lasciare tutto com'era prima, bensì di concentrare lo sforzo e i mezzi nelle ore di punta, garantendo chi deve andare al lavoro, sia con i bus che con i vaporetti. Le persone devono cambiare abitudini. Ma cambia chi può, non chi deve andare al lavoro per svolgere funzioni essenziali grazie alle quali veniamo curati, protetti, ci nutriamo e vanno avanti l'industria e il commercio.
 Avm Actv deve tutelare queste persone e va diffidata dal non farlo - E sugli autobus stracarichi dice il presidente - : non si espone nessuno al rischio del contagio, non si mette in pericolo la salute di migliaia di persone per ragioni di bilancio».

Debiti

«Un buco di 100 milioni, ferie forzate e cassa integrazione per i dipendenti - scrive Giampietro Antonini Sgb (sindacato generale di base) - Actv non si nasconda dietro a queste argomentazioni per giustificare i disservizi di questi giorni. Il trasporto pubblico locale essenziale è sovvenzionato. Nell'emergenza la conferenza Stato Regioni ridefinisce il budget per continuare a garantire il servizio. Il Comune di Venezia - continua Antonini - usufruisce, nella navigazione, di circa 200 mila ore di moto che non paga (per eventi sportivi, la biennale del Cinema, la Biennale dell'arte e del balletto, mostre nautiche all'Arsenale, corse aggiuntive in estate per le spiagge di Venezia) e non sono servizi pubblici essenziali. Actv, in questi anni, assieme al Casinò di Venezia è diventata una gallina delle uova d'oro, un bancomat per il Comune».

I parcheggi liberi

Per favorire le necessità di movimento di chi è chiamato a recarsi al lavoro, in servizi o produzioni essenziali o indifferibili, a partire da quelli sanitari e di pubblica sicurezza, e per evitare l'affollamento dei mezzi di trasporto pubblico, l'Autorità di sistema portuale e Venezia terminal passeggeri, in accordo con il Comune di Venezia, hanno disposto la gratuità del parcheggio a ridosso della stazione Marittima, vicino alla fermata del People Mover, a partire dal 17 marzo e fino al 25 marzo 2020, termine eventualmente prorogabile. Sono 200 i posti auto complessivi messi a disposizione nel parcheggio numero 5. Coerentemente con queste finalità, il Comune ha già previsto la sospensione del pagamento delle "strisce blu”, tranne che a Piazzale Roma fino al 3 aprile 2020. Allo studio soluzioni per favorire un collegamento diretto per i lavoratori della sanità da piazzale Roma all'ospedale civile di Venezia.
 

Trasportatori e conducenti

E infine la sigla Fit Cisl del Veneto interviene sui problemi di chi sta garantendo l'approvvigionamento al Paese continuando a lavorare anche in assenza di condizioni di sicurezza e dispositivi di protezione. «È paradossale vietare (giustamente) di uscire di casa per una passeggiata e allo stesso tempo fare finta di niente quando migliaia di lavoratori stanno quotidianamente gomito a gomito - scrive il segretario regionale Claudio Capozucca -. Accade soprattutto nei magazzini della grande distribuzione, ma anche agli autisti dei bus, ai ferrovieri, agli operatori delle aziende di igiene ambientale, non meno importanti del personale medico-sanitario. Tutti conosciamo le difficoltà a reperire guanti e mascherine. Niente rispetto alla mancanza dei ventilatori o di posti di Terapia intensiva. Ma ci sono casi insopportabili. Questo mondo va attenzionato al pari degli ospedali e supportato con ogni mezzo».

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