Filt trasporti: «No risorse Actv al Comune». Zuin: «Stiamo tenendo in piedi tutti i servizi»

L'assessore: «Occorre garantire l'intero sistema. Il sindacato chiede cose che non possiamo fare». Cgil: «L'amministrazione ha trattenuto 11 milioni per il 2020 nonostante la riduzione dei mezzi»

Operai di Fincantieri in attesa del bus (foto d'archivio)

«Abbiamo sempre detto che è illegittimo trattenere una percentuale da biglietti e abbonamenti». Il sindacato dei trasporti Filt Cgil si scaglia contro il trasferimento di risorse della partecipata Actv Avm al Comune. Lo fa soprattutto ora che emerge la crisi nel settore del trasporto pubblico locale veneziano, messo in ginocchio dal blocco totale generato dal coronavirus, dall'assenza di mobilità e turismo. A tutto questo si è aggiunto il taglio delle corse e dei vaporetti, che per motivi di salute pubblica ha lasciato in piedi solo i servizi essenziali a livello nazionale, regionale e locale. E le foto sui social di bus stracarichi con la totale violazione della distanza minima di sicurezza del droplet, un metro, in piena emergenza Covid-19, hanno fatto velocemente il giro dei social.

La "Zappalorto"

Dopo più di un mese di lockdown il governo ha rimesso in moto, da martedì 14 aprile, alcune attività: i mercati, le librerie, le lavanderie. Quindi la gente è tornata sui mezzi, ma lo aveva fatto, per ammissione dello stesso governatore del Veneto Luca Zaia, già in virtù di quei meccanismi di revoca delle chiusure delle attività, ad opera delle prefetture, e del silenzio-assenso, che hanno fatto tornare all'opera oltre il 50% delle imprese anche nelle settimane precedenti. Se ora, rincorrendo lo stato dell'arte, occorre mettere in sicurezza i lavoratori, e occorre farlo a partire dal trasporto pubblico locale con cui si recano a svolgere le proprie mansioni nelle aziende, «serve mettere a disposizione più mezzi», ha confermato Zaia. E serve rispettare le regole che prescrivono l'utilizzo dei dispositivi di sicurezza. Questo è quanto chiede il sindacato Filt Cgil. Se la distanza non può essere rispettata per la numerosità degli utenti bisogna aggiungere corse e il Comune non può dire che il bilancio della partecipata non lo consente, poiché, dice Valter Novembrini segretario della sigla, «l'amministrazione ha già trattenuto per il 2020 gli 11 milioni come introito su ogni biglietto e abbonamento venduto. Se il Comune intende continuare a trattenere la percentuale lo dica chiaramente, ma i soldi del trasporto pubblico vanno lasciati a utenti e cittadini che beneficiano del servizio». 

«Bisogna tenere in vita tutto il sistema del Comune e delle sue partecipate - commenta l'assessore al Bilancio Michele Zuin -. Noi stiamo facendo questo e siamo fiduciosi, ma il sindacato non può chiederci cose che sa benissimo che non possiamo fare. Anzi mi meraviglia che nonostante ne abbia già parlato direttamente con loro, ritornino su questo argomento. Il Comune deve erogare servizi anche oltre il trasporto pubblico locale. Cerchiamo di non generare la “guerra dei poveri” da parte sindacale». «Purtroppo non sono i soldi della Zappalorto (i trasferimenti decisi in tempo di commissariamento dell'amministrazione, prima del 2015, dalla partecipata al Comune) a poter mettere al sicuro il trasporto pubblico locale veneziano - commentano da Actv - stiamo parlando di due scale diverse. E poi il bilancio del Comune e delle partecipate alla fine è unico, e quindi se metto da una parte devo togliere da altre senza risorse aggiuntive».

Mezzi e abbonamenti

«Siamo preoccupati -  commenta il segretario della Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia, Ugo Agiollo - Sappiamo come l'età media dell'utenza sia elevata e quanto le condizioni di sopravvivenza della popolazione in questo contesto siano legate al mezzo pubblico, in mancanza del quale si creano scompensi e carenze - spiega -. Chiediamo venga istituita una cabina di regia fra governo, regione, enti locali e partecipate. Stiamo assistendo a una ripresa delle attività e dobbiamo evitare un rischio di ritorno dei focolai di pandemia». «Ai lavoratori del trasporto pubblico chi ci pensa? - Si chiede Giovanni Andrea Martini, presidente di Municipalità di Venezia Murano Burano - Cittadini, lavoratori e dipendenti del trasporto pubblico sono nelle condizioni di prendere un mezzo senza mettere a rischio la salute propria e degli altri? Molti utenti chiedono che cosa intenda fare Actv degli abbonamenti mensili e annuali. Una risposta dall’azienda è doverosa».

Mezzi pieni

«Actv Avm era già in difficoltà con l'acqua granda - aggiunge Novembrini - ora è stata attivata la cassa integrazione per i dipendenti e i servizi sono stati razionati e questo a spese di cittadini e dei lavoratori. Ci opporremo. Manca la presenza turistica sicuramente. Ma con la minima ripresa i vaporetti risultano già pieni. Come si può rispondere con una riduzione delle ore moto e dei chilometri, quando al primo giorno di parziale ripartenza già si registrano criticità sulle linee per Mirano e Mogliano, con bus sovraccarichi dalle 6.30 alle 7.15 del mattino? È impensabile. Siamo contrari a una logica di taglio dei trasporti, se questa è l'intenzione saremo a fianco dei lavoratori, dei cittadini e a difesa della mobilità».

La lettera dei Comuni della Città Metropolitana

«Per l’anno 2020 e 2021 l’entità del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale venga incrementato  - si legge nella lettera sottoscritta oggi da tutti i 44 Comuni della Città Metropolitana e inviata al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte - In modo da poter consentire agli enti locali di poter riequilibrare i contratti di servizio con i gestori a fronte della riduzione degli introiti tariffari causata dall’emergenza epidemiologica Covid-19». 

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