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"Le tangenti del Mose hanno preso la via di Dubai: presi appartamenti al Burj Khalifa"

Inchiesta di Report andata in onda lunedì. La Procura di Venezia avrebbe messo nel mirino 8 milioni di euro circa partiti dall'allora commercialista dell'ex presidente Giancarlo Galan"

"Un appartamento a Dubai? Macché, ma si immagini. Sono andato una sola volta per motivi d'ufficio". Così risponde l'ex presidente della Regione, Giancarlo Galan, al giornalista di Report che gli chiede di un possibile acquisto di un alloggio di lusso al Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, simbolo degli Emirati Arabi. Sarebbe questa, stando a un servizio mandato in onda dalla trasmissione di Raitre lunedì sera, una possibile direttrice presa dalle presunte tangenti pagate (e riscosse) del Mose, il sistema di paratoie mobili che, quando sarà funzionante, dovrebbe difendere Venezia dall'acqua alta. Lo si evincerebbe dalle carte della Procura di Venezia, che sta continuando a dare la caccia ai soldi neri pagati dal Consorzio Venezia Nuova. 

Guarda l'inchiesta "Il Paradiso non può attendere" di Report

L'inchiesta di Report

Report, grazie anche ai Panama Papers, ha seguito una pista riguardante un ex commercialista di Giancarlo Galan, il cui nominativo spunterebbe in alcuni bonifici ingenti con direttrice Dubai. Le rogatorie internazionali presentate dalla Procura di Venezia sul punto sarebbero rimaste lettera morta, tant'è. Serve allora affidarsi alle "soffiate giornalistiche", come i Panama Papers. "Otto appartamenti del Burj Khalifa, per un valore totale di 8 milioni e mezzo di euro, sono stati acquistati con denaro arrivato dal Veneto - dichiara Report - Il sospetto è che siano parte delle tangenti pagate per il Mose". Questi soldi sarebbero partiti da un conto di un nobile svizzero titolare di varie società panamensi: interpellato telefonicamente, non ha voluto fare il nome del cliente per cui siano scattati quei bonifici: "Sicuramente è stato un cliente che aveva dato disposizioni in merito", ha tergiversato.

Accuse e smentite

Il giornalista ha naturalmente chiesto se si trattasse proprio dell'ex commercialista di Galan, senza trovare conferme. Lo si evincerebbe, secondo Report, dalle rogatorie internazionali della Procura di Venezia: l'ipotesi è che i soldi delle presunte tangenti intascate dall'ex governatore siano state reinvestite in questo modo. Report ha cercato risposte anche dai diretti interessati: Galan, come detto, ha dichiarato di non sapere nulla di appartamenti a Dubai ("Macché..."). Uno tra i professionisti in ballo ha invece scritto a Report dichiarando che 2 appartamenti sono suoi e sono dichiarati al Fisco, ma dalle carte si evincerebbe che gli alloggi finiti nel mirino della Procura sarebbero 8. 

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