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La centrale operativa della Questura

La centrale operativa della Questura

Un sms alla polizia per dire basta a droga e bullismo nelle scuole

Attivato un servizio telefonico, al quale i cittadini potranno rivolgersi inviando sms per segnalare episodi di spaccio e di bullismo, in totale anonimato e senza rischi

Un servizio via sms, istituito dal ministro dell’Interno, per la segnalazione di casi di spaccio di sostanze stupefacenti in ambito scolastico e dei fenomeni di bullismo. L’iniziativa, presentata lunedì nella riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (e a cui ha partecipato anche il rappresentante dell’Ufficio Scolastico Provinciale Filippo Viola) si inquadra nell’ambito di una strategia generale, che vede il coinvolgimento delle famiglie, del mondo della scuola, delle istituzioni locali, delle forze di polizia, dell’associazionismo e dei mezzi di informazione, per prevenire e contrastare i fenomeni del bullismo e dello spaccio e consumo di sostanze stupefacenti, dei quali in particolare i giovani sono vittime ed autori.

In quest’ottica, per avvicinare il cittadino alle istituzioni, rafforzare la percezione della sicurezza e stimolare, specie tra i giovani, le segnalazioni, verrà attivato un servizio telefonico, al quale i cittadini potranno rivolgersi inviando sms per segnalare episodi di spaccio e di bullismo, ferma restando la funzione dei numeri di emergenza. Per tale servizio, sarà attivo, già da martedì, il numero telefonico 43002, la cui utenza sarà attestata presso la centrale operativa della questura, che tempestivamente disporrà il conseguente intervento o curerà lo smistamento delle segnalazioni ricevute. Nello specifico, secondo il Piano Provinciale Coordinato di controllo del territorio, le segnalazioni che perverranno dai cittadini e che riguarderanno episodi nel comune di Venezia, saranno prese in carico dalla forza di polizia competente per la zona indicata. Nei comuni di Chioggia, Jesolo, Portogruaro, sedi di commissariato, le segnalazioni saranno trattate direttamente dalla questura, mentre quelle che interesseranno gli altri comuni saranno smistate ai locali presidi di sicurezza delle stazioni dei carabinieri. Tutte le segnalazioni che perverranno con o senza identificativo del chiamante verranno trattate con modalità protette nei limiti della vigente normativa.

L’esame dell’iniziativa ha costituito anche l’occasione per consolidare ulteriormente la collaborazione ed il confronto costruttivo, attraverso una strategia di rete tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione di tali fenomeni, che presuppone il delicato ed imprescindibile ruolo educativo delle istituzioni scolastiche. In tale contesto, d’intesa con le Asl competenti, verranno avviati, già dal mese di novembre, presso i diversi istituti scolastici del territorio, specifici corsi di formazione ed informazione, a cura degli assistenti sociali della prefettura e delle forze dell’ordine sui temi concernenti le forme di prevenzione e contrasto dell’uso delle sostanze stupefacenti e del bullismo, con particolare riguardo al cyberbullismo.

Il nuovo progetto è visto con favore dai dirigenti coinvolti, Viola ha infatti colto l'occasione per ricordare come simili problemi siano purtroppo ordinaria amministrazione nelle scuole: “Questo è uno strumento molto utile che può risolvere molti casi gravi. Quando ero dirigente scolastico a Marghera tante volte avevo a che fare con il bullismo che poi si sposta in strada. Quella che noi chiamamo emergenza educativa è la rottura di alleanza tra scuola e famiglie. Questa è la possibilità che abbiamo per intervenire su famiglie con problemi educativi. Poi sarà compito nostro veicolare l'iniziativa”. Anche il prefetto Domenico Cuttaia si è detto entusiasta dell'iniziativa: “Ci aspettiamo un salto di qualità nel controllo del territorio per entrare in contatto con nuove generazioni, anche perché nelle scuole possono essere commessi reati non visibili dall'esterno. L'idea poggia sulla responsabilità dei giovani ma anche dei genitori che non li devono difendere sempre ma appoggiarsi anche alle forze dell'ordine e alla scuola. Questa sensibilità deve essere corroborata da un impegno personale. È necessario che ci sia il supporto di famiglie e cittadini per la sicurezza”.

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