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Il centro di interscambio merci del Tronchetto

Il centro di interscambio merci del Tronchetto

Il caso Centro Merci del Tronchetto sbarca su Striscia la Notizia VIDEO

Gli spazi del centro di interscambio sono deserti in attesa del secondo bando per la sua gestione. I trasportatori lavorano su banchine obsolete

Come annunciato nei giorni precedenti, è andato in onda giovedì sera il servizio di Striscia la Notizia che mette nel mirino il "Centro Logistico di Interscambio Merci" del Tronchetto. Nei giorni scorsi l'inviato del tg satirico, Moreno Morello, era stato visto girare le riprese (con tanto di gag) assieme a Manuel Tiffi di Venessia.com, "prolifico" segnalatore di disservizi e criticità lagunari. Il centro è stato oggetto recentemente di un secondo bando per la sua gestione dopo che il primo, presentato l'anno scorso con scadenza 15 aprile 2014, era andato deserto.

E' stato il commissario straordinario Vittorio Zappalorto, senza attendere il nuovo sindaco, a bandire la nuova gara: concessione quarantennale della struttura a patto che si presenti un piano di razionalizzazione dei trasporti via acqua e via terra. Nelle intenzioni di Ca' Farsetti ciò dovrebbe contribuire anche a diminuire il traffico in Canal Grande. Una apposita commissione valuterà le offerte che arriveranno (termine ultimo il 15 luglio) e assegnerà i punteggi indicati nel bando. La base minima del canone annuale di concessione spettante al Comune sarà di 500mila euro, con una fase di start-up che prevede una riduzione fino al 60% per i primi due anni, fino al 45% per il terzo anno e fino al 30% per il quarto. A patto però che il gestore rimetta in sesto l'intera struttura, con costi che si aggirerebbero sui tre milioni di euro e interventi che, secondo il vicepresidente dei trasportatori veneziani Emiliano Ghira, dovrebbero durare cinque milioni di euro.

GUARDA IL SERVIZIO DI STRISCIA LA NOTIZIA

Una operazione finita nel mirino delle associazioni di categoria, che al microfono di Moreno Morello hanno puntato il dito contro i trenta milioni di euro spesi per la struttura, al posto di recuperare e mettere a nuovo banchine risalenti a un secolo fa. Dove si lavora senza servizi igienici e senza le più elementari misure di sicurezza. Privi di coperture contro pioggia e vento e di illuminazione. Il tg satirico ha poi indugiato con le proprie telecamere sull'intera struttura, ultimata da un pezzo. Ci sono uffici direzionali, autorimesse ed enormi spazi completamente nuovi. Con soprattutto l'assurdità progettuale di banchine per lo scarico posizionate a un'altezza di oltre due metri dal livello dell'acqua. Praticamente inutilizzabili. Per questo Moreno Morello si è avvalso delle "risorse umane" adatte: alla fine infatti è arrivato un alpino, che nemmeno con la sua corda è riuscito a raggiungere l'obiettivo. In parte è stato utilizzato anche il filmato realizzato dalla Confartigianato sulle condizioni in cui sono costretti a lavorare i trasportatori veneziani.

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