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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Settimana corta alle superiori: cinque giorni e risparmio sulle linee bus

Niente lezioni il sabato e giornate più lunghe a partire dal 2013: proposto un nuovo modello didattico, per tagliare le spese di trasporto, alcuni dirigenti sollevano delle problematiche

Una proposta che arriva dagli assessori provinciali alla Mobilità, Giacomo Grandolfo, e all’Istruzione Claudio Tessari. Un sogno per molti studenti delle scuole superiori veneziane. Una possibile rivoluzione del modello didattico, accolta con positività dai dirigenti scolastici, pur con delle eccezioni. L’obiettivo è in primis quello del risparmio. L’idea, nata circa un mese e mezzo fa in una commissione tenuta a Verona tra gli assessori provinciali ai Trasporti, è quella di articolare su cinque giorni, anziché sei, la settimana scolastica, dal lunedì al venerdì, in modo da tagliare le spese relative alle linee bus scolastiche. Un modello da valutare, che, comunque, non potrà essere adottato prima dell’anno scolastico 2013-2014.

Le giornate di lezione un po’ più lunghe e le scuole chiuse al sabato permetterebbero, pare, di risparmiare, nel complesso, dei milioni: “Il calcolo è presto fatto, un solo giorno di corse scolastiche costa tra gli otto e i diecimila euro, cifra da moltiplicare per quattro o cinque giorni al mese per dieci mesi”, spiega Orio Marzaro, dirigente Scolastico dell'Itts Andrea Gritti di Mestre. Tuttavia, prosegue, “Ci sono problemi da superare: l’ampia offerta didattica del pomeriggio andrebbe in parte ridimensionata. Senza contrare che non tutte le scuole hanno aule e laboratori che consentano la concentrazione su cinque giorni”. Tra le altre cose, bisognerebbe anche pensare allo spazio per la pausa pranzo degli studenti: “Non gli si può mica dire di andare in cortile a mangiare. Ci vogliono spazi comuni adeguati”, rileva l’assessore Tessari. Un ulteriore ostacolo sembra essere, poi, la necessità di uniformare le regole d’orario, diverse per i vari istituti, con settimane che vanno dalle 30 alle 37 ore di lezione: “si dovranno fare scelte univoche”, sottolinea Marzaro, “altrimenti si vanifica il risparmio”.

Partirà a breve il sondaggio nelle scuole, tra i docenti, le famiglie e gli studenti, poi ci sarà un anno di tempo per discuterne e decidere se passare al nuovo modello di settimana scolastica corta.

 

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