"Abusiva" nella casa dei genitori col marito invalido: "Chiedo aiuto"

Una 47enne di Marghera rischia lo sfratto dall'alloggio Ater a settembre. Appello per trovare una casa in affitto: "Tutti alla fine si tirano indietro"

"Chiedo che qualcuno ci aiuti, perché noi abbiamo tutta la buona volontà. Ma la vita non è stata tenera nei nostri confronti". Daniela, 47 anni, abita ormai da quindici anni nell'alloggio Ater che era stato assegnato ai suoi genitori. Entro settembre, però, dovrà lasciarlo. Perché ormai da cinque anni mamma e papà non ci sono più e quell'abitazione non distante dall'area del centro commerciale "Panorama" di Marghera va assegnato ad altri. Un pasticcio che rischia di gettare per strada un'intera famiglia che giorno dopo giorno fa i salti mortali per far quadrare i conti. "Stiamo cercando una casa in affitto - spiega Daniela - Possiamo arrivare a pagare sui 500 euro al mese. Ma ogni volta che i proprietari vedono la nostra situazione precaria si tirano indietro. Per ora, nonostante gli sforzi, tra Marghera, Malcontenta e Mestre non siamo riusciti a trovare nessuno che voglia ospitarci".

Il quadro è di certo difficile: Daniela aveva una vita autonoma, ma il matrimonio all'improvviso si chiude. Di conseguenza (era una necessità) è tornata ad abitare, figurando come ospite, nell'alloggio popolare dei genitori. Già anziani: "Sapevo che prima o poi il problema si sarebbe posto - spiega - all'improvviso si sono ammalati e sono mancati entrambi. Cinque anni fa". A quel punto la 47enne, che nel frattempo si era risposata e ha due figli a carico, è diventata una abusiva: "Mi sono presa della ladra perché per un periodo non sono riuscita a pagare l'affitto. All'Ater ho chiesto un piano di rientro - spiega - Anche mio marito si è ammalato e ora è invalido al 90%. Non lavora ed è stato anche in coma, mentre io invece lavoro a chiamata in un albergo. Mia figlia di 26 anni è precaria per una ditta di pulizie, mentre io mese dopo mese vengo licenziata per essere riassunta. L'altro mio figlio ha diciotto anni e continua a studiare".

La famiglia, dunque, fa i salti mortali. Il problema è che di fronte a contratti "precarissimi" e quindi a entrate non sicure i proprietari di abitazioni non si fidano. Preferiscono altri affittuari più congeniali. Con il risultato che se entro il 30 settembre non si troverà una soluzione Roberta, marito e figli rischiano di perdere l'alloggio: "Sono anni che andiamo avanti a proroghe - conclude la 47enne - noi chiediamo solo di trovare qualcuno che ci permetta di pagare un affitto e di avere una casa. Punto". 

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