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Strisciavano dentro ai bar e scassinavano slot e cambiamonete, due banditi in manette

Entrambi originati della Romania, risiedevano a Chioggia e Legnaro (Padova). Dopo mesi di appostamenti ed indagini i militari li hanno colti in flagranza di reato. Si trovano in carcere

Sono finiti in manette poiché ritenuti responsabili di una lunga serie di furti aggravati commessi all'interno di esercizi pubblici del Veneziano e del Padovano. Ad essere arrestati dai militari dell'Arma di Padova nella mattinata di venerdì, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare, sono due pregiudicati di nazionalità romena: il 31enne R.M.I residente a Chioggia e il 28enne connazionale I.V. di Legnaro (Padova). Sarebbero i responsabili di una lunga serie di furti aggravati commessi nelle due province.

Modus operandi consolidato

Il loro era un modus operandi consolidato, che gli ha permesso di mettere a segno numerosi colpi. Prima disattivavano le telecamere di video-sorveglianza, eludendo le difese passive dei locali che mettevano nel mirino, poi infrangevano le porte e le finestre e si introducevano all'interno, strisciando fino ai cambiamonete o alle slot machine. Per non dare nell'occhio e destare sospetti di sorta, agivano tra l'1.30 e le 4.30 della notte.

Nel mirino slot e cambiamonete

Le immagini di video-sorveglianza sopravvissute alla manomissione da parte dei due malviventi hanno permesso di ricostruirne le mosse. Strisciando a mo' di serpenti arrivavano fino alle macchinette, che poi scassinavano utilizzando appositi sistemi per disattivare i congegni antifurto. Nulla era lasciato al caso. Oltre al denaro, i banditi hanno depredato molti bar di sigarette, biglietti "gratta e vinci" e bevande alcoliche. Ossia tutto ciò che potesse avere un valore, in termini di vincite o di rivendita al mercato nero.

Servizi notturni

Gli assalti negli ultimi mesi si sono susseguiti con grande costanza, ecco perché i carabinieri hanno cominciato ad effettuare specifici servizi notturni per cogliere sul fatto i responsabili. Fino alla notte dello scorso 9 agosto, quando i militari hanno notato un'Alfa Romeo 159 station wagon di colore nero aggirarsi con fare sospetto tra le vie di Terrassa Padovana. Dall'automobile ne sono scesi i due uomini, che a seguito di controlli non sono riusciti a giustificare la propria presenza in zona nel cuore della notte. Da lì in poi, anche in virtù dei precedenti penali di entrambi, i militari hanno cominciato a seguirli nei propri spostamenti, specie quelli in orario notturno.

Colti con le mani nel sacco

Dopo oltre 3 mesi di accertamenti, ne è uscito un quadro indiziario piuttosto chiaro a carico dei due indagati, ai quali sono stati contestati almeno 8 furti aggravati e una rapina tra i mesi di dicembre 2016 e ottobre 2017. La riprova della fondatezza delle accuse non ha tardato ad arrivare: i carabinieri di Piove di Sacco, infatti, hanno colto in flagranza di reato i due complici a Campagnola di Brugine (Padova): i banditi avevano infranto la vetrina del bar Snack cercando di infiltrarsi all'interno con la solita procedura consolidata. Nella circostanza, i militari a seguito di colluttazione sono riusciti a bloccare a terra ed arrestare per tentata rapina aggravata R.M.I, mentre il complice è fuggito a gambe levate, facendo perdere almeno inizialmente le proprie tracce.

In carcere

Il fuggitivo è stato successivamente arrestato in casa propria, a seguito dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Padova. Entrambi i malviventi sono stati condotti alle case circondariali di Venezia e Padova, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Sono attualmente al vaglio degli investigatori decine di colpi messi a segno in tutto il nordest del tutto simili nelle modalità esecutive a quelli consumati nelle province di Padova e Venezia.

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