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Shopping degli stranieri a Venezia, i turisti cinesi comprano il 29%

I dati sono stati diffusi da Global Blue, azienda specializzata nello shopping turistico. Il sondaggio: "Serve più accoglienza e orari flessibili"

I globe shopper cinesi che ogni anno scelgono l'Italia e in particolare Venezia come meta dei loro viaggi continuano ad aumentare. Anche in un momento di crisi i turisti cinesi hanno aumentato del 22% i propri acquisti nei primi nove mesi di quest'anno. Milano resta la città che attrae maggiormente (35% del loro shopping totale), Venezia è al quarto posto della classifica di gradimento e assorbe il 7% degli acquisti. Sono alcuni dati che Global Blue, azienda specializzata in servizi per lo shopping dei turisti stranieri, ha presentato oggi all'Hotel Bauer in occasione dell'incontro "Turismo cinese a Venezia: prospettive e strategie per il turismo e il retail". L'evento ha visto la partecipazione di Federturismo, Unionpay, Hotel Bauer, Venezia Terminal Passeggeri S.p.A. e la testimonianza di ETI holidays Hua Yuan Tours, tour operator cinese in visita per l'evento.

Secondo Global Blue, negli ultimi sette anni i globe shopper cinesi hanno più che quadruplicato il loro peso sul Tax Free Shopping a Venezia e, nei primi nove mesi del 2014, sono arrivati a rappresentare il 29% del mercato del capoluogo veneto, che pure ha sofferto un calo del 2% degli acquisti totali. A Venezia lo scontrino medio dei globe shopper internazionali è di 870 euro. In questo contesto, i cinesi superano la media e si affermano tra le nazionalità top spender in città, con una spesa pari a 1.080 euro (seconda nazionalità alle spalle dei tailandesi, che fanno registrare uno scontrino medio di 1.468 euro). Acquistano soprattutto abbigliamento e accessori, seguiti da gioielleria e orologeria.

L'indagine qualitativa condotta da Global Blue su un campione di 440 turisti cinesi presso i punti di rimborso di Venezia rivela inoltre che i cinesi apprezzano i negozi della laguna soprattutto per l'allestimento delle vetrine e dei negozi (80% dei giudizi sono buono/ottimo), mentre l'offerta e la possibilità di avere degli sconti sono considerati aspetti da migliorare. Anche l'accoglienza potrebbe essere perfezionata, ad esempio con l'inserimento di personale che parli la lingua cinese, così come gli orari di apertura: il 32% degli intervistati ritiene che all'estero i negozi abbiano maggiore flessibilità d'orario. (Ansa)

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