Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Annone Veneto

La siccità ritarda la vendemmia di almeno dieci giorni

Secondo Coldiretti, l’inizio della vendemmia si preannuncia dunque in ritardo rispetto all’andamento che ha caratterizzato gli ultimi anni

Con una temperatura superiore di 2,18 gradi alla media storica,  l’estate 2021 si classifica fino ad ora dal punto di vista climatologico come la quarta più calda in Italia da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1800. E’ quanto è emerso  dall’elaborazione Coldiretti su dati Isac Cnr relativi al mese di giugno 2021 e il mese di luglio non fa che confermare questa tendenza.

C’è necessità di acqua in campagna dove gli agricoltori sono impegnati a bagnare le colture sotto stress, dal mais alla soia alle orticole, alle barbabietole. “Per i vigneti non va meglio- afferma Orazio Franchi, tecnico Coldiretti esperto in materia- attualmente siamo nella fase di invaiatura del pinot grigio ovvero la fase della maturazione del grappolo in corrispondenza della quale avviene il viraggio di colore, con un ritardo di almeno dieci giorni giustificato dalla siccità insistente”. La maggior parte dei vigneti può godere di impianti di irrigazione artificiale e molto sta facendo il Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale che sta potenziando le opere idrauliche per garantire un’irrigazione sempre più omogenea dal Reghena fino ad arrivare al territorio di Annone Veneto.

L’inizio della vendemmia si preannuncia dunque in ritardo rispetto all’andamento che ha caratterizzato gli ultimi anni, con una previsione di produzione non troppo abbondante nelle quantità. A pagare lo scotto della violenta grandinata di maggio sono le aziende situate nella fascia che va da Portogruaro a Cinto Caomaggiore  che dovranno attendere il 2022 per una nuova produzione, quella del 2021 è del tutto compromessa. Altro problema che non si può trascurare nei vigneti, nei territori del sandonatese ma che sta dilagando in tutto il Veneto Orientale è quello della flavescenza dorata.

Si tratta dello scaphoideus titanus, cicalina vettore del virus che quando attacca la vite non lascia scampo, non esiste cura ma solo l’estirpo come unica soluzione per bloccare la malattia. “il nostro obiettivo è quello d’informare e sensibilizzare al problema, viticoltori ma anche hobbisti, affinchè tutti procedano con i trattamenti preventivi per fermare il dilagare della malattia che potrebbe creare danni imponenti”, dice il direttore di Coldiretti Venezia Giovanni Pasquali.

Sono già intervenute le autorità competenti per verificare in loco l’entità del problema suggerendo le misure determinanti e urgenti da attuare. “La flavescenza dorata è un problema annoso - sottolinea Andrea Colla presidente di Coldiretti Venezia – essa infatti colpisce in particolare le varietà di prosecco, sauvignon, chardonnay e pinot grigio, creando danni a lungo termine perché rende le piante improduttive mettendo a repentaglio la qualità e quantità delle uve: proprio per questo la Regione Veneto tramite il servizio Fitosanitario ha reso obbligatori i trattamenti preventivi per bloccare la malattia. Ecco che è necessario che tutte le aziende professionali e hobbiste non sottovalutino l’entità del problema.

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