Cronaca

Verso il Redentore in sicurezza: prefettura e questura preparano il piano antiterrorismo

Gli incontri si susseguono in vista del comitato per l'ordine e la sicurezza in programma la settimana prossima. Possibile adozione di misure straordinarie sia in acqua che a terra

Occhi aperti per il massimo della sicurezza, considerato che la festa del Redentore (15 e 16 luglio) è uno di quegli eventi che portano a Venezia decine di migliaia di persone e che quindi devono essere messe in campo tutte le forze a disposizione per garantirne l'incolumità. Gli incontri si susseguono tra tutte le organizzazioni che si occupano del "dossier Redentore": martedì se ne è discusso nuovamente in prefettura, il giorno successivo un ulteriore colloquio tra il prefetto Carlo Boffi e il questore Vito Gagliardi. Tutto in vista del comitato per l'ordine e la sicurezza in programma mercoledì 12 luglio.

In quella sede saranno divulgate tutte le misure straordinarie decise per quanto riguarda viabilità pedonale e acquea, trasporti, controlli di sicurezza, varchi di accesso. E poi indicazioni sulla disposizione degli uomini delle forze dell'ordine e dei soccorsi. La macchina della sicurezza nel frattempo è in moto con l'obiettivo di salvaguardare la città soprattutto dall'eventualità di attacchi terroristici. Sono coinvolte, oltre alla questura, l’Arma dei carabinieri, la guardia di finanza, la capitaneria di porto e i vigili del fuoco, nonché la polizia locale veneziana e l'Ulss 3.

Nelle varie riunioni sono state trattate le linee di priorità a cui la manifestazione dovrà essere approntata, e più precisamente gli aspetti di “safety” e “security”. Nel primo caso sono al vaglio i dispositivi e le misure strutturali a salvaguardia dell’incolumità delle persone, mentre nel secondo si parla delle strategie operative da individuare e adottare. Non è escluso che queste esigenze, come detto, comportino l’adozione di misure straordinarie, a tutela della popolazione e dei turisti.

Nei giorni scorsi Boffi aveva anticipato: "Stiamo ragionando sulla gestione della folla predisponendo delle vie di fuga e cercando di creare corridoi e settori. Questo sia nel Bacino di San Marco, sia sulle rive. Obiettivo ammortizzare eventuali movimenti inconsulti".

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