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"Bene i vigili armati, ma ora possano anche controllare il database delle forze dell'ordine"

E' la proposta lanciata da Mauro Armelao, consigliere comunale di Spinea: "Lo prevede il decreto Minniti sulla Sicurezza urbana. Si raccoglierebbero molte informazioni utili in più"

Dopo le armi, la possibilità di accesso nel database delle forze dell'ordine. E' quanto chiede il consigliere del Gruppo misto di Spinea, Mauro Armelao, in un'ottica di una sicurezza sempre più partecipata. "Si stanno attendendo le guide relative al decreto sulla sicurezza urbana - commenta il consigliere comunale - l'utilizzo della banca dati sarebbe molto utile in caso di identificazione delle persone. In questi periodi di emergenza terrorismo e criminalità, dare anche la possibilità agli agenti della polizia locale di poter interrogare il Ced e poter alimentare la banca dati con i relativi controlli effettuati dagli stessi, sarebbe sicuramente un valore aggiunto". 

Informazioni ulteriori in database

La proposta scaturisce dalla decisione di armare gli agenti della polizia locale dell'Unione dei comuni del Miranese: "Solo in questo modo gli agenti potranno essere impiegati in servizio oltre le 22 - spiega Armelao - andando a sgravare carabinieri e polizia. Comunque sia, per Spinea sarebbe un riarmo, visto che prima dell’Unione dei Comuni gli agenti erano già armati. In più, dare loro - conclude il consigliere comunale - la possibilità di sapere se una persona controllata risulti ricercata o altro è quantomeno opportuno anche ai fini dell’autotutela stessa degli operatori. Ne gioverebbe il database stesso delle forze dell'ordine, che sarebbe implementato con nuove informazioni". 

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