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"Anziana cade e si frattura, ottanta minuti per l'ambulanza: è troppo"

La denuncia è della consigliera Cinque Stelle Patrizia Bartelle: "Martedì una 82enne è caduta vicino la stazione di Venezia. Problemi logistici"

La consigliera regionale Cinque Stelle punta il dito contro i tempi della sanità veneziana in fatto di soccorsi ai feriti. Tante le variabili che entrano in gioco nel momento in cui serve stabilire una gerarchia degli interventi, che contribuiscono a stabilire le priorità. Fatto sta che secondo Patrizia Bartelle, rappresentante pentastellata a palazzo Ferro-Fini, martedì un'anziana di 82 anni avrebbe dovuto attendere ottanta minuti prima di essere soccorsa nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Santa Lucia per una caduta. La vicenda a pochi giorni di distanza dall'incontro della stessa consigliera con alcuni comitati di residenti, i quali avrebbero illustrato la presunta inadeguatezza del servizio di soccorso nel capoluogo lagunare. Fatalità, martedì la Bartelle ha avuto davanti gli occhi un esempio pratico. 

"Nei pressi della stazione di Venezia, quindi uno dei luoghi più accessibili di Venezia e più facilmente raggiungibili - dichiara in una nota - una signora di 82 anni è scivolata ed è caduta. Subito si è formato un capannello di persone che hanno cercato di aiutare la signora, tra cui un medico che si è immediatamente prodigato per verificare i parametri vitali della donna. Il 118 - continua - è stato immediatamente chiamato, erano le 13.10. La situazione sembrava molto grave; allarme rientrato poi quando il medico ha accertato che i parametri vitali erano buoni e che, probabilmente, si trattava “solo” di una frattura, anche se molto importante. L’ambulanza è arrivata alle 14.30".

L'episodio fa insorgere dubbi nella consigliera: "Questa volta è andata bene - commenta Bartelle  -; la signora è stata portata all’ospedale dell’Angelo. Ma se si fosse trattato di qualcosa di più grave? Se fosse stato un infarto o un’ischemia? Possibile che una città come Venezia, meta giornalmente di migliaia di turisti, per non contare gli studenti che la popolano quotidianamente, con una popolazione sempre più anziana, non sia attrezzata per soccorrere chi si sente male in tempi ragionevoli? In situazioni di emergenza, il fattore tempo è fondamentale, ed è proprio il tempo che manca per raggiungere le strutture ospedaliere più vicine se si presenta una situazione tale, e questa volta è capitata in uno dei punti più accessibili dai mezzi della città. Ci risulta - conclude - che le ambulanze siano pochissime per un territorio vasto e con problemi di logistica non indifferenti".
 

LA REPLICA DELL'ULSS - L’Ulss 12 a stretto giro di posta ha replicato alla consigliera pentastellata: “Chiunque sia informato e in buona fede – afferma il direttore sanitario dell’Ulss 12, Rita Finotto – sa che Venezia è una delle città più sicure al mondo, e che lo è sempre di più. L'efficienza del servizio di soccorso è stata dimostrata proprio ieri – continua – in area Fincantieri, quando a fronte di un'emergenza in una zona trafficatissima di accesso alla città di Venezia, un'automedica e un'ambulanza del 118 sono arrivate entrambe nel giro di 9 minuti sul luogo dell’incidente, in piena ora di punta. E come già ampiamente illustrato dal Suem di Venezia al Centro Regionale Emergenza-Urgenza (CREU), l'intervento vicino alla stazione di Venezia ha avuto tempi diversi in ragione della sua relativa gravità (codice verde, trasformato in giallo alla richiamata effettuata proprio dalla Centrale Operativa) e della presenza, a fianco della signora, di un medico intervenuto da subito”.

“Ogni urgenza vera è gestita a Venezia – continua la dottoressa Finotto – con una organizzazione e una logistica che non teme confronti per efficienza. La centrale operativa di Mestre coordina i servizi di soccorso non solo della città ma di tutta la provincia, con tempi medi di arrivo per i codici rossi che si attestano su livelli di eccellenza, migliori di quelli, già stringenti, indicati dai parametri regionali. Lo stesso dicasi per i tempi di risposta agli utenti che chiamano il 118”.

A fronte di un territorio particolare e differenziato, a Venezia ogni urgenza ha risposte appropriate: “Dal 2014 a oggi – continua la dottoressa Finotto – sono stati collocati più di ottanta defibrillatori, che fanno di Venezia una città completamente cardioprotetta, con tre persone in arresto cardiaco defibrillate, rianimate e risvegliate nei soli ultimi dieci giorni. La costruzione dell’elisuperficie sul tetto dell’Ospedale Civile di Venezia consente per la prima volta l’arrivo di un elicottero del soccorso sulla Città storica; i due ambulatori di soccorso con precisa vocazione turistica, uno in Piazza San Marco e uno a Piazzale Roma, si aggiungono ai due pronto soccorso degli ospedali cittadini. I mezzi di soccorso sia acquei che su gomma sono continuamente rinnovati e potenziati, nella dotazione e nella presenza sul territorio. In questa città ogni giorno arrivano milioni di visitatori – conclude la dottoressa Finotto – e ogni mese si propone un grande evento e tutto si somma alla vita quotidiana della città: la sicurezza garantita dai nostri operatori ai cittadini e ai turisti si misura e si certifica quotidianamente, sotto gli occhi del mondo. Giudizi affrettati o insinuazioni non motivate fanno solo male alla città ingenerando insicurezza e sfiducia”.

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