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Senza acqua, luce e gas: l'odissea di una ottantunenne di Marghera

Da alcuni mesi non ha neppure il riscaldamento, in attesa di un trasferimento che tarda ad arrivare. Un ictus ha limitato le sue capacità di movimento

Vive in un appartamento dell'Ater al terzo piano, a Marghera. Le condizioni dell'abitazione sono disastrose, ai limiti della vivibilità: niente riscaldamento, corrente elettrica sufficiente appena per due lampadine, acqua che esce con il contagocce soltanto dai rubinetti del bagno. E lei, una signora di 81 anni nata a Venezia, con capacità di movimento limitate a causa di un ictus che l'ha colpita quattro anni fa. Lo riporta il Gazzettino.

Le sue condizioni di salute le imporrebbero di vivere in ambiente caldo, invece il gas le è stato staccato cinque mesi fa perché non era riuscita a pagare una bolletta di 1.500 euro. D'altra parte la signora percepisce una pensione di 500 euro al mese, e molti se ne vanno per i medicinali che alleviano i forti dolori alla schiena.

L'anziana ha chiesto di poter avere un alloggio al primo piano, ma le sono state proposte soluzioni distanti da dove vive, che la costringerebbero a rinunciare alle poche relazioni umane che le sono rimaste. Cinque anni fa sembrava che si fosse trovata una soluzione, così lei aveva riempito degli scatoloni in vista del trasferimento: ma poi tutto è stato annullato, e i pacchi sono rimasti a ingombrare l'abitazione.

Ora la signora lancia un appello, spiegando che la sua è una situazione insostenibile: una condizione di estrema indigenza, che dura da troppo tempo nonostante l'aiuto della Caritas e della parrocchia.

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