Migranti, nella cabina di regia Patriarcato e sindacati. Ecco i Comuni che non ne ospitano

Sono 13 le amministrazioni, di più colori politici, che non hanno in carico nessun profugo. Mercoledì riunione per allargare i confini dell'organismo che tenta di gestire la situazione

La questione profughi diventa emergenza anche quando gli sbarchi si fermano e tutto, a rigor di logica, dovrebbe diventare più gestibile. Qualcosa si è inceppato di nuovo e i migranti si sono messi a marciare per chiedere dignità e un'ospitalità degna di questo nome. Come uscirne? La Prefettura di Venezia continua a perorare la causa dell'accoglienza diffusa: pochi richiedenti asilo per tutti i comuni del territorio potrebbe voler dire nessun hub come Conetta. Ma la lista di territori che ancora non hanno dato la disponibilità a offrire strutture per i profughi è ancora lunga, facendo saltare il banco. Si tratta di Caorle, Ceggia, Cinto Caomaggiore, Eraclea, Fossò, Gruaro, Meolo, Musile di Piave, Pramaggiore, Quarto d'Altino, Scorzè, Torre di Mosto, Vigonovo.

Accoglienza diffusa 

Un ritornello trito e ritrito che oramai sono anni che viene scandito: "Con l'ospitalità diffusa ci sarebbero più possibilità di integrazione". In questo senso la prefettura nei prossimi giorni ha in agenda alcune riunioni con associazioni del territorio, anche per favorire l'inserimento lavorativo di chi viene ufficialmente dichiarato rifugiato. 

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La "cabina di regia" si allarga

Si lavora per una gestione della situazione la più collegiale possibile: per questo motivo nella "cabina di regia" chiamata a gestire i problemi legati all'accoglienza dei migranti entrano anche i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, i rappresentanti del Patriarcato, le associazioni economiche e quelle del terzo settore. Lo si è stabilito nel corso di un incontro tra il prefetto di Venezia, Carlo Boffi, e gli stessi sindacati. La allargata 'regia', che già comprendeva Regione, Anci, Città metropolitana di Venezia, Comune di Venezia e altri Comuni, verrà convocata entro i primi dieci giorni di dicembre. "L'obiettivo - spiega una nota di Ca' Corner - è di individuare percorsi strutturati e sostenibili nel tempo per gestire il fenomeno garantendo la progressiva integrazione dei richiedenti protezione internazionale nel tessuto economico e sociale".
 

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