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Arriva la ricetta di Giorgio Orsoni alle grandi navi in Bacino: il federalismo

Un problema "urgente", secondo il sindaco: "La soluzione è spostare i colossi nel terminal di Marghera, ma il governo deve riconoscere al Comune la gestione del demanio lagunare"

Alle polemiche successive all'ingresso in laguna della "Divina", all'indignazione che da mesi infiamma gli animi di molti veneziani, assumendo spesso i contorni dell'aperto scontro, alle dichiarazioni di nomi celebri grazie ai quali la diatriba continua a rimbalzare da un mezzo di informazione all'altro, a tutto questo si somma la ricetta diffusa oggi dal sindaco di Venezia Giorgio Orsoni. Si chiama "federalismo demaniale".

Quello delle grandi navi che ogni giorno passano nel Bacino di San Marco rappresenta, per il primo cittadino, un problema "urgente e indifferibile", una questione che potrà essere risolta in tempi brevi soltanto dando al Comune i poteri per intervenire. I tempi, ha dichiarato, "potrebbero anche essere brevissimi, solo se si attuassero le procedure del federalismo demaniale: è evidente che ciò passa soltanto attraverso la forte volontà del governo di riconoscere al Comune questi poteri".

Riferendosi alla proposta del presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa, relativa alla realizzazione di strutture portuali offshore, fuori della laguna, Orsoni ha sottolineato come essa sia "certamente condivisibile", ma abbia per contro "il difetto di rinviare il problema a tempi troppo lunghi, ormai non più tollerabili". Necessario è, invece, "individuare una soluzione immediata che impedisca il transito davanti al Bacino di San Marco di queste navi", non si può "più procrastinare il problema".

Sia pure con qualche possibile sacrificio del porto commerciale, la soluzione - prosegue Orsoni - "non può che essere individuata nello spostare queste grandi navi nel Terminal di Marghera, dotato di tutte le banchine che si vogliono". Tuttavia - evidenzia - "il Comune non può fare niente, perché non ha nessun potere sulle acque lagunari: la risoluzione di gran parte dei problemi di Venezia e della sua laguna può venire solo riconoscendo al Comune la gestione del demanio lagunare". 

Il Comune - è convinto il sindaco - "è l'unico soggetto in grado di interpretare le esigenze della città, intendendo con ciò le esigenze dei cittadini, della tutela dell'ambiente lagunare e dello sviluppo economico del territorio". Il che, conclude, si inquadra "in una seria e sostanziale visione federalista, nel senso vero e proprio di riconoscere a chi rappresenta il territorio la potestà di decidere circa l'uso del medesimo".

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