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Attivisti con striscione alla Biennale di Venezia: "Stop all'utilizzo di animali"

Sit-in sabato all'ingresso della Mostra ai Giardini. Nel mirino la performance del padiglione tedesco con i cani, ma anche un pitone inserito nel padiglione Venezia

Una manifestazione all'ingresso della Biennale ai Giardini di Castello per esprimere ancora una volta la contrarietà (affermata anche nei giorni scorsi con la segnalazione alle istituzioni) all'utilizzo degli animali nei vari padiglioni e performance artistiche. Anche in questa 57.ma edizione. Per la precisione, scrivono Gruppo Vegan Venezia e Lav: "Un pitone nel padiglione Venezia, accanto, non a caso, alle scarpe di Caovilla, (che il curatore Zecchi ci assicura aver tolto) e i dobermann nel recinto del padiglione tedesco, impiegati - così ci è stato riferito - in una sola performance settimanale di qualche ora".

Alcune scene che le associazioni hanno cercato di contrastare nel corso degli anni: "pulcini in una teca divisi con un vetro da un gatto in uno spettacolo teatrale, la dispersione di decine di galline per le vie di Venezia, galline provenienti da vari Paesi per creare una "super-razza", un toro storpiato dagli estrogeni trascinato definito "scultura genetica", in giro per la città anche pecore, piccioni colorati e poi rilasciati, tordi in una teca trasparente, altra teca con decine di chiocciole vive e ancora formiche vive imprigionate sotto vetro, una carpa giapponese in una piccola vasca. Senza contare l'utilizzo di animali morti (spesso appositamente uccisi): migliaia di colombi impagliati, 40 mila scarabei utilizzati per una scultura, una montagna di ossa di mucca, animali sezionati, animali in formaldeide, pellicce di topi, ecc. Anche un video di una sodomizzazione cane/artista".

"Molte di queste opere - scrive Cristina Romieri - sono finalizzate a denunciare vari aspetti della nostra realtà, del nostro rapporto con la natura e con gli altri. Ma noi, che lottiamo contro violenza e ingiustizia, crediamo che la creatività e l'elaborazione artistica non possano sfociare in esibizioni che prevedano lo sfruttamento degli animali, riducendoli ad oggetti da cui peraltro trarre profitto. 'Viva arte viva' è il tema di questa 57.ma esposizione: ma non attraverso performance in cui gli animali sono ancora una volta oggetti di cui disporre a piacimento, in maniera oltretutto diseducativa".

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