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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Il Siulp lancia l'allarme: "Con il decreto svuota-carceri meno sicurezza"

Diego Brentani, segretario provinciale del sindacato di polizia: "Da domani i fermati in attesa della direttissima non andranno più in carcere, dovremo quindi tenerli in custodia noi"

Domani entrerà in vigore il decreto "svuota carceri" varato dal governo. Uno dei punti più controversi delle misure predisposte dal ministro della Giustizia Paola Severino è quello secondo cui le persone fermate e ancora in attesa di giudizio non andranno più in carcere, ma resteranno in custodia alle forze dell'ordine. Questo per evitare di sovraffollare ancora di più i penitenziari e per preservare la pubblica sicurezza.

La ratio della norma a livello astratto sembrerebbe anche condivisibile. Il problema, come spesso accade, sussiste quando al generale si va a controllare il particolare: "Le varie forze di polizia non hanno ancora ricevuto alcuna direttiva su come gestire gli arrestati - denuncia il segretario provinciale del Siulp, sindacato italiano unitario lavoratori polizia, Diego Brentani - in più non è stata predisposta nessuna risorsa per i pasti e per le traduzioni dei fermati di fronte al giudice".


A partire da domani, quindi, le forze dell'ordine dovranno costituire dei nuclei di traduzione e piantonamento e allestire delle camere per la detenzione temporanea dei fermati. "Tutto questo graverà sui cittadini - attacca Brentani - perché saremo costretti a utilizzare meno risorse per il controllo del territorio".

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