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Foto: edilizia, immagine d'archivio

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Smaltimento inerti: impianti del Veneziano al limite, gli edili temono una stangata

Ance Venezia: «Appello alla Regione e alle pubbliche amministrazioni affinché impongano l’obbligo di riutilizzare almeno in parte questi materiali da demolizione»

Per l'associazione degli edili la condizione degli impianti di recupero e riciclaggio di materiali inerti, nel Veneziano, è al limite. Qui, come in provincia di Treviso, la quasi totalità dei sistemi ha raggiunto la saturazione e a breve non sarà in grado di ricevere nuovi apporti di materiale. Ciò significa che gli scarti da costruzione dovranno essere conferiti in discarica, con un pesante aumento dei costi per le imprese dell’edilizia.

Riutilizzo

Per scongiurare questa situazione, Ance Venezia ha incontrato i rappresentanti dei maggiori impianti di recupero del veneziano, verso i quali confluisce la stragrande maggioranza dei materiali dei cantieri del territorio. Comune è stata la valutazione sulla gravità della situazione e sulla necessità di agire in tempi rapidi. A cominciare da «un appello alla Regione Veneto, ma anche a tutte le altre pubbliche amministrazioni - scrive Ance Venezia -, affinchè impongano, nei loro capitolati per lavori stradali e infrastrutturali, l’obbligo di utilizzare almeno una certa percentuale di riciclato».

Inquinanti

Esiste uno specifico obbligo di legge in questo senso, ma esso viene sempre più spesso disatteso, forse anche per il timore che il materiale possa risultare inquinato. Così facendo però si dimenticano le ragioni che sono alla base dell’obbligo di utilizzo degli aggregati riciclati in alternativa a quelli naturali. «Il contenimento del consumo di suolo, - elenca Ance - grazie alla riduzione proporzionale dell’attività di cava, la limitazione dell’utilizzo dei materiali di cava naturali per usi specifici, solo laddove gli aggregati riciclati non siano in grado di soddisfare del tutto o in parte gli standard richiesti. Recupero di rifiuti inerti che, anche in Italia costituiscono una delle principali voci di produzione, sia in termini volumetrici che di peso, evitando la formazione di discariche o peggio il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti nell’ambiente. Spesso il riciclato è del tutto sovrapponibile, se non talora migliore, degli aggregati naturali. In definitiva, ridare respiro agli impianti di recupero attraverso il riutilizzo del materiale riciclato, oltre ad avere effetti straordinariamente positivi sotto il profilo della tutela dell’ambiente, consente di scongiurare un pesante aumento di costi (quelli del conferimento a discarica), che colpisce innanzitutto le imprese di costruzione, ma si traduce poi in maggiori costi per i cittadini e le pubbliche amministrazioni committenti. Una scelta oltretutto a costo zero e che qualunque pubblico amministratore avrebbe dovuto fare propria da tempo».

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