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Smantellata una rete di spaccio di cocaina: 4 persone in manette

I carabinieri hanno ricostruito un giro di spaccio che ha avuto origine nella primavera del 2015 a cavallo tra le province di Venezia e Treviso. Denunciate anche 3 persone per spaccio di stupefacenti

Erano i responsabili di una grossa rete di spaccio di cocaina tra le province di Venezia e Treviso. All'alba di oggi, martedì 14 luglio, a seguito di un'indagine dei carabinieri di Marcon, i militari della compagnia di Mestre, supportati dal 4° Battaglione Veneto e dalla Cinofila di Padova, hanno eseguito 4 misure cautelari, due in carcere e due ai domiciliari, a carico di quattro italiani: T.D., 35enne di Musile di Piave con precedenti di polizia e F.F, 41enne di Maser (Treviso) con precedenti, sono stati portati alla casa circondariale di Venezia. F.P. e Z.S., rispettivamente 42enne e 44enne di Casale sul Sile (Treviso), entrambi incensurati, sono stati ristretti ai domiciliari. Numerose anche le perquisizioni personali e in abitazione disposte dal gip del Tribunale di Treviso.

Le indagini

I primi episodi di spaccio di cocaina risalgono alla primavera del 2015, le indagini, invece, sono state condotte da ottobre 2019 a febbraio 2020 in collaborazione tra i carabinieri di Marcon e Casale sul Sule. I tabulati telefonici e le testimonianze degli acquirenti hanno permesso di verificare la responsabilità diretta di 4 persone, figure apicali dell'organizzazione, oltre al coinvolgimento di altri 3, denunciati per spaccio di stupefacenti. Il giro d'affari, come dimostrato dai militari, era talmente fiorente da diventare, di fatto, l'unica fonte di sostentamento per la banda.

Spaccio e acquisto della cocaina avvenivano sempre con le stesse semplici modalità, previa telefonata e in luoghi concordati. I militari per verificare le responsabilità degli spacciatori hanno messo in piedi diverse operazione nei comuni di Venezia, Treviso, Musile di Piave, Maser, Casale sul Sile Quinto di Treviso, Trevignano, Paese, Favaro Veneto, Marcon e Jesolo. L'attività investigativa, nel giro di 4 mesi, ha permesso di arrestare 4 persone, denunciarne altre 3 e documentare un giro d'affari stimato in 100mila euro annui.

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