Maxi inchiesta sulla produzione di banconote false, arresti anche nel Veneziano

Tre arresti tra Mestre e Musile di Piave nell'ambito dell'indagine partita da Benevento

Ci sono anche tre veneziani tra gli indagati di una maxi inchiesta della procura di Benevento sul traffico di soldi falsi. I tre destinatari di altrettante ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari sono stati arrestati tra Mestre e Musile di Piave. L'indagine conta complessivamente 88 indagati (8 in carcere, 27 agli arresti domiciliari, 8 all’obbligo di dimora, 1 all’obbligo di firma), ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico transnazionale, produzione di monete, spendita e introduzione di monete falsificate in Italia e all’estero e spaccio di sostanze stupefacenti. 

Difficile riconoscere la contraffazione

L'inchiesta, avviata a ottobre 2017 da parte dai carabinieri del nucleo investigativo di Benevento, trae origine da numerosi sequestri di banconote contraffatte di 50 euro compiuti a Benevento e in altre cittadine limitrofe. Si era di fronte a una nuova specie di contraffazione, caratterizzata da un’ottima qualità di realizzazione, in quanto prodotta con metodi di stampa off-set, estremamente insidioso sia per la perizia tecnica, sia per la consistenza del supporto cartaceo che, sebbene non filigranato, manifestava caratteristiche fisio-morfologiche similari a quelle genuine, soprattutto al tatto e alla vista.

Il broker e i faccendieri

Le verifiche tecniche hanno consentito di individuare un 69enne di Benevento, il vero fulcro di un’associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione e spendita di banconote, non solo di euro ma anche di valute internazionali, destinate al mercato italiano e a quello straniero, con particolare riferimento ai territori di Francia e Belgio, con i quali  il pregiudicato - come affermato in alcune conversazioni intercettate - “lavorava” da oltre vent’anni. Il 69enne, promotore e principale “broker” di valute contraffatte in Italia e all’estero, si è scoperto che si rapportava con tre napoletani: tra cui un fornitore/depositario, un collettore principale nell’area campana del prodotto nummario e un tipografo abilissimo storicamente inserito nelcosiddetto Napoli Group, cartello costituito dai più abili falsari di valute, sin dall’epoca della lira, in Italia.  Attorno a tali personaggi, di maggiore rilevanza, sono stati individuati, nel corso delle indagini, un numero ampio di "faccendieri" che alimentavano canali distributivi in tutto il territorio e anche fuori confine. Tra il 2018 e il 2019 i carabinieri hanno effettuato diversi arresti, sequestrando anche dei laboratori di produzione di denaro falso.

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Sequestrati beni per 8 milioni

Oggi, contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari - di cui 5 all’estero (Francia, Belgio e Gran Bretagna) grazie al contributo di Europol - sono state effettuate numerose perquisizioni nei confronti di ulteriori 30 persone denunciate. Sono stati anche sottoposti a sequestro 50 appartamenti, 8 locali commerciali, 2 terreni, 10 società operanti in vari settori, 12 veicoli, 1 lussuosa imbarcazione da diporto e 22 conti correnti, il tutto per un valore complessivo stimato di circa 8 milioni di euro.

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