Sorveglianza speciale e daspo aggravato a 2 ultras del Venezia con divieto di Internet

Misura del tribunale di Venezia su richiesta del questore: primo caso in ambito provinciale. Proibito il possesso e l'utilizzo di apparati per la comunicazione

Questura di Venezia piazzale Roma, archivio

La questura di Venezia ha notificato in questi giorni 2 provvedimenti adottati nei confronti di 2 tifosi del Venezia Football Club (Venezia calcio). Si tratta di un provvedimento di sorveglianza speciale, e di un provvedimento di aggravamento di un daspo.

La  sorveglianza e le prescrizioni

La sorveglianza speciale di pubblica sicurezza ha raggiunto un ultras della società veneziana, già colpito da altri daspo, ed è stata adottata dal tribunale di Venezia a seguito di richiesta fatta nei mesi scorsi dal questore Maurizio Masciopinto, a conclusione di una attività istruttoria della Divisione Anticrimine della questura di Venezia. Con il provvedimento sono state imposte al tifoso numerose prescrizioni, tra le quali, per la prima volta, il divieto di possedere e utilizzare apparati per la comunicazione e di accedere alla rete internet. Si tratta del primo caso in ambito provinciale di applicazione della sorveglianza speciale a persone responsabili di ripetute e gravi violazioni in occasione di competizioni sportive.

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Aggravamento del daspo

Il secondo provvedimento riguarda l’aggravamento di un daspo che era stato adottato a settembre 2018. La misura ha come destinatario un tifoso del Venezia residente a Mogliano Veneto, che in due diverse occasioni è stato identificato e denunciato dalle forze di polizia mentre tentava l’ingresso negli stadi di Mestre e di Venezia, contravvenendo al divieto. Per questo il questore di Venezia ha ritenuto di aggravare la misura del daspo, prescrivendo al tifoso l’obbligo di presentarsi negli uffici di polizia in occasione di tutte le partite del Venezia F.C. per la durata di cinque anni.

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