Educatrici e operatori «avvisati via mail di non andare a scuola». Dialogo riaperto con Ames

Sambo: «Nonostante i proclami 10 scuole ancora chiuse. Serve tempo per organizzare spazi e attività». I sindacati al tavolo con la partecipata: «Agitazione sospesa intanto, in cambio di 4 assunzioni»

Asilo nido, archivio

I dipendenti della partecipata Ames del Comune di Venezia, che svolge i servizi scolastici tra cui la mensa, dopo l'incontro dei sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa Ral con la dirigenza oggi, primo settembre, hanno deciso di sospendere lo stato di agitazione proclamato il 28 agosto scorso. Le sigle erano sul punto di mandare una lettera al prefetto, chiedendo di attivare le procedure di raffreddamento, lamentando la totale assenza di comunicazione fra azienda e personale ausiliario in vista della riapertura delle materne e dei nidi comunali. Ames, in quel contesto, ha deciso di convocare i sindacati.

L'apertura

«C'è stata una dimostrazione di apertura. L'azienda ha riconosciuto che c'è bisogno di personale e ha confermato 4 assunzioni subito - afferma Cristina Bastianello della Funzione Pubblica Cgil - Ci rivediamo il 7 settembre. Abbiamo chiesto uno studio dello stato degli organici, circa 250 persone ora, rapportato alle esigenze che l'epidemia impone: serviranno più turni per far mangiare i bambini. Forse serviranno altri spazi? Si dovrà provvedere a personale aggiuntivo per l'igiene e la sanificazione degli ambienti, delle superfici, ecc. Ci aspettiamo che assumano», ribadisce. C'è anche da coprire il turnover per l'uscita prevista di alcuni dipendenti per pensionamento. E bisogna, spiegano i sindacati, individuare le categorie a rischio, pensare alle supplenze in caso di malattia. «Si intende creare una graduatoria per supplenti? Occorre ragionare - dice Bastianello -. Ci aspettiamo un trattamento di questi lavoratori in tutto e per tutto analogo a quello dei dipendenti comunali, maggior dialogo e un rapporto umano in un momento tanto complicato da gestire, dove conta la salute dei piccoli ma anche il benessere e la sicurezza di chi se ne prende cura». 

L'organizzazione

«Il problema è l'organizzazione del lavoro - spiega Mario Ragno, segretario della Uil Fpl - Se ogni sezione ha le sue educatrici al fine di prevenire i contagi, va da sé che anche il personale ausiliario deve rimanere all'interno della stessa sezione e non può lavorare trasversalmente. Per coprire tutti i turni ci vogliono due persone per sezione. Ma i numeri attuali di organico sono bassi - afferma Ragno - e non consentono questa configurazione funzionale a una maggior sicurezza. Pensare che al primo di settembre ancora il Comune di Venezia non abbia organizzato, rende difficile immaginare in poco tempo l'assunzione di tutto il personale necessario, difficile da reperire. Il rischio di contagio sarà maggiore, se non si rispettano le regole. E tutti gli sforzi fatti saranno stati inutili. I servizi verranno aperti, ma assolutamente non in sicurezza e puntando ancora una volta sul risparmio», conclude il sindacalista.

L'assenza

Intanto oggi le scuole «non erano pronte a ripartire e sono rimaste chiuse, nonostante i proclami del Comune - scrive la capogruppo Pd in Consiglio Monica Sambo - Insegnanti ed educatrici delle scuole d'infanzia e dei nidi comunali, nonché operatori di Ames, dovevano prendere servizio, ma ieri pomeriggio alcuni di loro sono stati avvertiti con una mail che a scuola non ci potevano andare. Ci chiediamo perché non siano stati avvertiti per tempo. Risulta - continua Sambo - che una decina di strutture (su 45) non siano ancora agibili. Si tratta delle scuole d'infanzia Diego Valeri, Santa Teresa, Duca d'Aosta, San Francesco, Stefani, Ca' Bianca e asili nido Glicine e Capuccetto Rosso. Chiediamo quando saranno accessibili, dal momento che insegnanti ed educatrici hanno bisogno di tempo per organizzare gli spazi».

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