Cronaca Piazza Milano

"Mi porti una bistecca?", ma non per fame, voleva drogarsi a Jesolo

I carabinieri dopo un primo arresto hanno disarticolato una piccola banda di pusher specializzata in cocaina. Le vendite per lo più in piazza Milano

Smantellata l'ennesima banda dello spaccio nella provincia di Venezia, questa volta i carabinieri di San Donà e Codevigo (in provincia di Padova) hanno unito le loro forze per porre un freno al traffico di cocaina che interessava principalmente Jesolo, facendo scattare le manette ai polsi di due stranieri e spedendo un altro provvedimento restrittivo ad un terzo membro della banda che si trovava già in cella a Venezia.

PRIMO FERMO – I tre stranieri, due uomini 37enni e una donna di 31 anni, sono finiti nei guai dopo un'attenta e costante operazione di controllo dei militari, iniziata nel 2012. Il 29 settembre dello scorso anno, infatti, una pattuglia della stazione dell'Arma di Jesolo aveva fermato per un controllo una Renault Clio a bordo della quale vi era uno degli stranieri assieme a un suo connazionale. In quella circostanza è emerso che il marocchino era colpito da un ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal Gip del Tribunale di Milano per reati connessi con l’importazione e la detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. I militari, eseguita una perquisizione a bordo della vettura, avevano inoltre trovato un involucro contenente un blocco solido di 15 grammi di cocaina, di buona qualità e ancora da tagliare.

LE INDAGINI - Una volta eseguita l’ordinanza restrittiva, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile sandonatese hanno iniziato a svolgere le opportune indagini per chiarire a quale scopo lo straniero si trovasse a Jesolo, ipotizzando che la sua attività di spaccio fosse stata trasferita nella città balneare visto che in Lombardia, ormai, l’aria per lui si era fatta pesante. Le indagini hanno premiato lo zelo degli investigatori che hanno ricostruito una rete di spaccio composta, oltre che dal marocchino arrestato, anche da altri due connazionali, tra cui una donna. L’attività investigativa, supportata da vari riscontri che hanno consentito di sequestrare oltre 20 grammi di cocaina nei confronti delle persone succedutesi nel tempo che avevano acquistato lo stupefacente, ha consentito di documentare l’illecita attività anche in epoca precedente all’arresto del primo 37enne fermato e la sua continuazione fino al mese di febbraio 2013.

DALLA PIAZZA AI LOCALI – Stando a quanto scoperto dai carabinieri sembra che il punto d'incontro tra spacciatori e acquirenti fosse la centralissima piazza Milano, ma prima di arrivare alla vendita in strada si passava attraverso numerosi contatti telefonici durante i quali venivano utilizzate metafore ed eufemismi di vario genere per riferirsi alla droga, quindi quando all'altro capo del cellulare c'era uno dei pusher si potevano sentire richieste di “bistecche di carne”, “magliette da calcio” e altra merce di uso comune. I “clienti” del giro erano principalmente italiani, tra i 30 e i 40 anni, di ogni professione ed estrazione sociale, dall'operaio all'imprenditore. Dopo l’arresto, la donna è stata trasferita alla casa circondariale femminile di Venezia, mentre l’uomo, rintracciato a Correzzola nel Padovano, si trova nel carcere “Due Palazzi” di Padova.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Mi porti una bistecca?", ma non per fame, voleva drogarsi a Jesolo

VeneziaToday è in caricamento