Per i testi scolastici le famiglie mestrine spenderanno in media 300 euro a figlio

Lo rileva l'associazione Adico. Garofolini: «Non c'è stata la svolta tecnologica della didattica che auspicavamo. La dotazione contempla solo libri cartacei»

Anche per quest'anno scolastico gli studenti (o, meglio, le loro famiglie) dovranno affrontare una spesa impegnativa per l'acquisto di libri per la scuola: secondo un'indagine dell’Adico sui costi dei testi nelle scuole superiori e secondarie mestrine, il budget necessario si aggira in media sui 300 euro, con punte superiori ai 400 euro per alcune classi degli istituti tecnici, come la terza dell’Itis Zuccante, indirizzo meccanica e meccatronica. Il sacrificio più rilevante spetta alle famiglie che iscrivono il proprio figlio alla quarta ginnasio del Franchetti, dove per i testi si spendono 324,13 euro, ma senza contare i dizionari di greco e latino i cui prezzi possono venire fra gli 80 e i 100 euro l’uno.

In generale il salasso maggiore spetta agli studenti che entrano per la prima volta alle scuole superiori e che devono comprare tutta la dotazione di libri richiesta, variabile fra i 13 ai 17 testi. Molti di questi libri valgono anche per le classi successive ma è pur vero che, più avanti si va con gli anni e più aumenta la dotazione tanto che, per esempio, al quinto anno del Franchetti, ovvero in terza liceo classico, il numero di testi richiesti sale a quota 20. Non si registrano impennate nei prezzi rispetto alla passata stagione scolastica.

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«Quest’anno sarebbe stata un’ottima occasione per avviare una vera e propria didattica tecnologica – dice Carlo Garofolini, presidente dell’Adico –. Sono troppi i libri richiesti e non si capisce come mai non si sia sfruttata la scia dello smart working per alleggerire la spesa delle famiglie già in grave difficoltà per l’emergenza Covid. Noi, oltre a invocare una svolta verso una didattica supportata dalla tecnologia, invitiamo le famiglie a sfruttare il più possibile i mercatini dei libri usati».    

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