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"Spiagge accessibili ai disabili in tutto il litorale veneto", presentato un progetto unico in Italia

Sul piatto 650mila euro per garantire almeno uno stabilimento all'altezza per azienda sanitaria. Accoglienza con personale dedicato, assistenza sanitaria ad hoc e niente barriere

Non solo spiagge accessibili, ma anche accoglienti. Non solo niente barriere architettoniche, ma anche personale qualificato all'assistenza e a fornire informazioni in caso di bisogno. E' il progetto "Turismo Sociale e inclusivo nelle spiagge venete", presentato mercoledì mattina nella sala Pedenin di Palazzo Balbi a Venezia. Sul piatto sono stati messi 650mila euro totali, per la maggior parte a carico dei ministeri, per il 10% circa dalla Regione e per circa 23mila euro dalle aziende sanitarie del litorale.

L'obiettivo è mettere a punto almeno una spiaggia nel territorio di competenza delle differenti Ulss per garantire vacanze non solo "sicure" a chi è disabile, ma anche "in salute". Con personale opportunamente formato tra accoglienza e informazioni ad hoc, tablet con cui inviare richieste di tipo sanitario attraverso, per esempio, la lingua dei segni, e addetti preparati per ogni esigenza. Il modello è la seconda versione della "spiaggia di Nemo", inaugurata l'anno scorso. "Durante la cerimonia ci siamo detti perché non rendere questo modello sistemico", ha spiegato l'assessore regionale al Turismo, Federico Caner. Così è stato.

L'intenzione è appunto di "fare sistema" partendo dal Veneto, ma allargando poi il progetto anche al vicino Friuli (con Lignano) e l'Emilia-Romagna. I Comuni coinvolti sono almeno 8: San Michele al Tagliamento (Bibione), Caorle, Eraclea, Jesolo, Cavallino-Treporti, Venezia (col Lido), Chioggia e Porto Tolle. "A Bibione, Jesolo e Rosolina ci sono già strutture di questo tipo - ha sottolineato Caner - Per rispettare il protocollo ne dovrà sorgere una tra il Lido di Venezia, Chioggia e Cavallino. Ma la nostra intenzione è di garantire un arenile in generale accessibile a questo tipo di mercato. Ora gettiamo le basi, ma in futuro le aree aumenteranno".

Alla base del progetto anche uno studio europeo sullo studio "accessibile" in cui i partecipanti chiedono, prima di decidere il proprio luogo di vacanza, per il 25% assistenza medica ad hoc, per il 7% l'assenza di barriere architettoniche (elemento dato per lo più per scontato), per il 60% un accompagnatore preparato. Dai virtuosi esempi singoli, ora si cerca di lavorare su un elevato standard comune. Un progetto unico nel suo genere in Italia in grado di attrarre una fetta di mercato minoritaria ma comunque importante (e con capacità di spesa non indifferente). Senza dimenticare, come sottolineato anche dall'assessore ai Servizi sociali delle Regione, Manuela Lanzarin, le sue "ricadute etiche e civili".

"In questo modo - ha sottolineato il direttore generale dell'Ulss 4, Carlo Bramezza - Stiamo costituendo la spiaggia più lunga e accogliente d'Italia per le persone disabili". I sindaci del litorale sono stati informati e coinvolti. Lo saranno anche le associazioni di categoria, quelle del privato sociale e del volontariato. Una macchina che dovrebbe aumentare sempre più i cavalli del proprio motore, lanciando un messaggio di inclusività e di coscienza civile che potrebbe avere una eco positiva in mezza Europa. 

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