Lido: applausi per Bad 25, documentario di Spike Lee su Jacko

Il regista riceve venerdì sera un premio per la sua carriera cinematografica e dichiara il suo amore per Michael Jackson: "Come tutti gli artisti si ispirava ai "grandi" del settore, come James Brown"

Spike Lee (©TM News Infophoto)

Applausi stamattina alla proiezione per la stampa alla Mostra di Venezia per Bad 25, il documentario di Spike Lee su Michael Jackson, presentato fuori concorso. Si racconta il processo creativo da cui è nato Bad, il terzo album solista del re del pop, 45 milioni di copie vendute nel mondo, in occasione dei 25 anni dall'uscita.

In poco più di due ore, il regista (che la sera di venerdì riceve il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker) ripercorre il lavoro sull'album e e realizza un ritratto di Jackson grazie a un'impressionante mole di materiale, tra backstage, filmati spesso inediti, alcuni girati anche da Jacko, e decine di interviste dell'epoca e nuove, con i collaboratori del musicista e, fra gli altri, Martin Scorsese (regista del video di Bad), Stevie Wonder, Mariah Carey, Sheryl Crow (che è stata corista nel tour di Bad), Kanye West, Chris Brown, Justin Bieber. Nel film si parla anche della scomparsa prematura tre anni fa di Jackson con gli intervistati che rievocano le loro reazioni alla notizia.

"Una "lettera d'amore a Michael Jackson". Così Spike Lee considera Bad 25. Il regista, intanto, sta già lavorando a un nuovo film, il remake di Old boy, cult del coreano Park Chan-wook, che avrà nel cast Samuel L. Jackson, Elizabeth Olsen e Josh Brolin. "Bad 25 (che avrà anche una versione televisiva e un director's cut in home video) lo faremo vedere presto ai figli di Michael, Prince (15 anni), Paris (14 anni) e Blanket (10)", spiega John Branca, produttore esecutivo del film ed esecutore testamentario di Jackson.

Effettivamente "i bambini vogliono sapere più che possono del loro padre - aggiunge il regista, arrivato in conferenza stampa con la maglietta del film - Impareranno molto guardando il documentario". Il cineasta, che ha lavorato con 'Jacko', dirigendo nel 1996 due video per They Don't Care About Us e il video postumo di This is it, spiega: "Io sono del '57, lui del '58, come Prince. Sono cresciuto con Michael Jackson. Quando nel 1969 andava in tv da Ed Sullivan con i Jackson 5, volevo essere lui. Avevo la capigliatura afro come la sua, ma mi fermavo lì non sapendo né cantare né ballare. Fare questo film è una delle cose più belle della mia vita".

In poco più di due ore, Lee ripercorre il lungo lavoro sull'album, che per Jackson ha rappresentato una grande sfida, venendo dal successo planetario del suo disco precedente, Thriller, che con oltre 100 milioni di copie vendute ha un record ancora imbattuto. "Uno dei motivi per cui ho accettato di fare Bad 25 è perché mi si chiedeva di concentrarmi solo sulla musica. In mezzo a tante chiacchiere su Michael, spesso il suo genio musicale non ha avuto la meritata attenzione. Qui si vede il sangue, il sudore e le lacrime che ci sono dietro questo capolavoro - spiega -. Michael non era mai soddisfatto, voleva continuare a crescere e migliorare, come tutti i veri artisti e si ispirava ai grandi di tutte le arti, da Bob Fosse a James Brown".

Per il film "abbiamo avuto completo accesso a cose che nessuno ha mai visto. Lasciamo stare l'altra 'roba' su di lui, pensiamo al lavoro incredibile che ci ha lasciato". (Ansa)

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