Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Spostamenti tra Regioni verso le seconde case: come stanno le cose

La nuova circolare interpretativa inviata dal Viminale ai prefetti chiarisce che lo spostamento verso altri territori (in zona rossa, arancione, gialla) è concesso solo per situazioni di necessità, lavoro o salute, o se si deve rientrare al proprio domicilio, residenza o abitazione

Ieri il Viminale ha inviato ai prefetti una nuova circolare interpretativa del decreto-legge 14 gennaio 2021 n. 2 e del nuovo Dpcm firmati nei giorni da scorsi dal premier Giuseppe Conte. Il documento è rilevante perché toglie tutti i dubbi su alcuni elementi della nuova stretta, decisa dal Governo per arginare la diffusione del virus sul territorio italiano. Lo riporta oggi Today.

I punti di domanda riguardavano sopratutto gli spostamenti fuori Regione verso le cosiddette seconde case. In sintesi, non si può andare nelle seconda case fuori regione. O meglio, l'interpretazione secondo cui sarebbe possibile raggiungere una seconda casa fuori dalla Regione senza una "situazione di necessità", pare - per l'appunto - un'interpretazione: perché di seconde case non v'è traccia. Il documento è firmato dal capo di Gabinetto del ministero dell'Interno dott. Bruno Frattasi.

Spostamenti fuori Regione cosa cambia davvero 

Sugli spostamenti si dice semplicemente altro, ovvero che è «sancito il divieto, in linea con la norma primaria contenuta nel decreto-legge n. 2/2021, e quindi con vigenza fino al 15 febbraio 2021, di ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, con l’eccezione di quelli motivati dalle suddette circostanze giustificative», ovvero come ormai sappiamo a memoria, «comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute». Si ricorda poi come è sempre stato finora, anche prima durante e dopo le ultime festività natalizie, che «è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. In virtù di tale ultima previsione, - si legge sempre nella circolare - gli spostamenti potranno avvenire verso aree regionali anche di colore "arancione" o "rosso"».

Rebus seconde case e abitazione

Insomma, si può viaggiare fuori regione? È concesso se giustificato da situazioni di necessità, lavoro o salute, o se si deve rientrare al proprio domicilio, residenza o abitazione. Riferimenti alle seconde case non ce ne sono. La novità nella circolare del Viminale di ieri è proprio quella, a differenza di quanto ipotizzato da indiscrezioni di stampa nei giorni passati. Si può - semplicemente - sempre rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione anche se queste si trovano collocate fuori Regione. Qualche esempio: se sono domiciliato a Torino per lavoro, nel fine settimana posso tornare alla residenza a Milano, così come alla mia "abitazione", espressione questa il cui concetto giuridicamente è rimasto indefinito sino a quando il governo non ne ha tratteggiato i contorni nelle precedenti Faq. Pare superfluo sottolineare che ampliare i confini del concetto di "abitazione", in precedenza definito dal governo per l'appunto come "il luogo dove si abita di fatto, con una certa continuità e stabilità" o "con abituale periodicità e frequenza", con una seconda casa usata episodicamente per le vacanze (cioè per comprovate esigenze di turismo), non appare un esercizio di coerenza. 

La circolare ai prefetti ribadisce quindi che è sempre consentito il rientro alla residenza, al domicilio ed all'abitazione, anche fuori Regione. Far coincidere "abitazione" con seconda casa non sembra corretto, anche se - mettendosi nei panni di chi i controlli li dovrà fare - venirne a capo non sarà affatto semplice perché la differenza può essere più sfumata di quanto appaia in un primo momento: immobili affittati per breve tempo o multiproprietà fuori-regione rientrano tra le abitazioni?

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